L’ex presidente Pd della Regione, Paparelli: «I 200 posti a PuntoZero? In 17 mila per retribuzione e condizioni da fame»

Tra veleni, accuse, rischi di un clamoroso boomerang, lavoratori interinali non tutelati arriva l’affondo più duro. Un clamoroso attacco alla attuale giunta regionale

PERUGIA – La grande occasione rischia di essere un clamoroso boomerang, tra sospetti di ipotizzati marchettifici, frecciate di ogni genere, veleni e chi più ne ha più ne metta.
Ma il top dello sgomento rispetto al bando per le 200 assunzioni in pianta stabile di Punto Zero lo si raggiunge dopo aver letto la nota dell’ex presidente della Regione, Pd all’epoca e oggi segretario regionale di Renzi, Fabio Paparelli:, uno che le situazioni le ha conosciute molto da vicino.
“Il concorso indetto a Punto Zero- colpisce su fb – rischia di essere uno schiaffo alla professionalità di chi lavora da un decennio al Cup dell’Umbria, altroché stabilizzazione dei lavoratori interinali”.
Il grave, continua Paparelli, è che la procedura è stata anche avallata dai sindacati. E si tratta di una previsione del bando che prevede (testuale) “retribuzioni e condizioni da fame”. Si offrono – dice Paparelli – contratti part time a 30 ore settimanali con RAL di 19.096,88 euro lordi l’anno. L’unico vantaggio per chi ha lavorato al CUP è l’esonero della preselezione, commenta amarissimo Paparelli, il quale in questo passaggio rimarca quello che già Umbria7 aveva anticipato: c’è un curioso sbilanciamento verso la laurea (anche triennale) rispetto all’esperienza sul campo, lasciando immaginare che si abbia in mente di aprire una prateria di pretendenti senza aver minimamente in mente il servizio da compiere in favore dei cittadini.
Eccoci al gran finale: “Ci troviamo di fronte all’ennesimo bando strutturato per creare illusioni di presunte stabilizzazioni che non avverranno. Cosa accadrà invece? – profetizza Paparelli – Se si va così si avranno al termine delle procedure centinaia di nuovi operatori provenienti da fuori regione in virtù delle 17 mila domande presentate per oltre 200 posti, senza alcuna capacità di fare prenotazioni con l’inevitabile blocco dei CUP e l’allungamento delle liste d’attesa”. Paparelli conclude con l’invito a meditare. Ma qui di meditazioni, in Regione, non ce n’è neanche l’ombra.

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