Liste d’attesa. «Umbria seconda peggiore in Italia per visite ed esami»

Lo dichiara Giambartolomei (FdI)

PERUGIA – “L’Umbria è penultima in Italia, davanti soltanto alla Puglia, sia per il rispetto dei tempi di garanzia delle prime visite sia per quello degli esami diagnostici. Oltre una prenotazione su tre resta fuori dalle scadenze previste: il miglioramento dell’ultimo anno non basta a tirare la sanità regionale fuori dalle ultime posizioni”.
È quanto dichiara Matteo Giambartolomei, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, commentando i dati del bollettino AGENAS sulle liste d’attesa, aggiornato al 30 settembre 2026. In particolare dal bollettino emerge come “per le prime visite, in Umbria i tempi sono rispettati nel 62,7% dei casi, contro una media nazionale del 78,6%. Per gli esami diagnostici la percentuale regionale è del 64,7%, a fronte dell’85% registrato in Italia. Restano quindi fuori dai tempi di garanzia il 37,3% delle prenotazioni per le visite e il 35,3% di quelle per gli esami”. Il bollettino segnala che la diversa distribuzione delle classi di priorità può influenzare il confronto tra territori. “In Umbria la quota di prestazioni programmabili, in classe P, è del 12,3%, contro il 34,9% a livello nazionale: un elemento da tenere presente nella lettura dei dati, senza che il documento ne quantifichi l’incidenza sul divario – afferma Giambartolomei-. Sono dati che descrivono una distanza ancora molto ampia dagli standard nazionali e chiamano in causa la capacità della Regione di assicurare risposte tempestive. Il miglioramento rispetto allo scorso anno, soprattutto nella diagnostica, è un segnale positivo, ma l’Umbria resta in fondo al confronto: oltre una prenotazione su tre continua a non rientrare nei tempi previsti”.
“Il centrosinistra alla guida dell’Umbria non può usare il miglioramento come uno scudo. Quel progresso non cancella una posizione tra le peggiori del Paese e non basta a colmare il divario che separa i cittadini umbri dal resto d’Italia. Dopo annunci e rivendicazioni, i numeri chiedono conto dei risultati: la sanità regionale non riesce ancora a garantire l’accesso alle cure nei tempi previsti. È questo il dato politico che la Giunta Proietti deve affrontare, senza minimizzarlo e senza nasconderlo dietro percentuali presentate in modo selettivo” conclude Giambartolomei.

(Foto Tommaso Benedetti)

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