AURORA PROVANTINI
TERNI – Per Cesi Porta dell’Umbria solo scale. L’ascensore verticale, opera finanziata con i fondi del Pnrr, non c’è. Non c’era lo scorso 28 agosto, quando l’impresa appaltatrice – la Ciam Ascensori e Servizi srl – certifica la conclusione dei lavori, e non c’è il 29 settembre quando il direttore dei lavori
dell’intervento in oggetto effettua un sopralluogo nell’area di cantiere per la verifica dell’andamento dei lavori, perchè l’architetto Silvia Tombesi aveva accettato la consegna con prescirizioni, dando a Ciam 60 giorni di tempo per effettuare tutte quelle “migliorie” che mancavano. Un escamotage per non far saltare la rendicontazione Pnrr, che però non sembra essere bastato. Ad un mese dal termine massimo l’architetto Silvia Tombesi riscontra l’assenza dei parapetti di protezione, della cabina dell’ascensore, dell’illuminazione, dell’impianto di videosorveglianza, e dice: «Lo stato di avanzamento dei lavori di completamento dell’opera non è compatibile con i giorni concessi per la loro ultimazione che consistono in consecutivi e non prorogabili 60 giorni a partire dal 31 agosto».
Quindi, se entro il 30 ottobre la ditta non avrà installato i pannelli anti-introspezione, effettuato il montaggio della cabina dell’ascensore, il rivestimento del vano, le opere di dettaglio e le rifiniture, l’illuminazione, la stilatura delle Mura e tutte le sistemazioni esterne, il Comune applicherà tutte le penali possibili e immaginabili aprendo un contenzioso che potrebbe trascinarsi gli anni. Il Comune intima a Ciam di presentare un nuovo cronoprogramma, incrementare personale, mezzi e attrezzature per rispettare i termini PNRR e si prepara all’applicazione delle «penali di ritardo e all’attivazione delle procedure per la risoluzione in danno dell’appaltatore, riservando ogni ulteriore azione per il risarcimento dei danni».


