Rifiuti, scontro sul Piano regionale: Tardani attacca, Pica (M5S) replica sul caso Le Crete

La sindaca di Orvieto vota contro la revisione del Piano e chiede di bloccare l’ampliamento della discarica. Il coordinatore provinciale del M5S la accusa di incoerenza: «Nel 2022 votò a favore delle volumetrie previste dal centrodestra»

ORVIETO (TR) – È scontro politico sul futuro della discarica Le Crete di Orvieto e sulla revisione del Piano regionale di gestione integrata dei rifiuti. Da una parte la sindaca Roberta Tardani, che ha votato contro la proposta della Giunta regionale in sede di Consiglio delle Autonomie Locali (CAL), denunciando l’assenza di garanzie sulla chiusura del ciclo dei rifiuti e chiedendo di fermare l’ampliamento dell’impianto. Dall’altra Daniele Pica, coordinatore provinciale del Movimento 5 Stelle di Terni, che respinge le accuse e contesta alla prima cittadina la posizione assunta oggi, ricordando il suo voto favorevole nel 2022 alla pianificazione che prevedeva l’estensione delle volumetrie delle discariche umbre.

Tardani: «Il Piano va rivisto, Orvieto non può pagare il prezzo delle incertezze»

Nel corso della seduta del CAL del 21 ottobre, chiamata a esprimere un parere sulla revisione del Piano regionale, Tardani ha motivato il voto contrario con le criticità che, a suo giudizio, restano irrisolte nella nuova strategia regionale. «La realtà è che la Giunta regionale ha già deciso sull’ampliamento della discarica de Le Crete, ancora in fase di autorizzazione, perché è anche su questa operazione che ha fondato il precario equilibrio del nuovo Piano dei rifiuti», sostiene la sindaca, chiedendo di rivedere il documento e bloccare il progetto. Secondo Tardani, la rinuncia alla previsione del termovalorizzatore lascia aperti interrogativi sulla gestione dei rifiuti non ulteriormente recuperabili. L’aumento della raccolta differenziata, il recupero di materia, il trattamento meccanico-biologico e la produzione di CSS, osserva, dovranno essere accompagnati da soluzioni concrete per ciò che resterà da smaltire. La sindaca contesta inoltre la distinzione tra le volumetrie già previste dalla precedente pianificazione e quelle effettivamente autorizzate. Al centro della polemica c’è l’istanza per l’ampliamento di Le Crete di ulteriori 350mila metri cubi, per la quale è stato avviato l’iter autorizzativo. Tardani chiede quindi di chiarire il fabbisogno effettivo delle discariche, aggiornare i dati sulle capacità residue e definire tempi e condizioni della loro progressiva chiusura. Tra le altre criticità indicate figurano gli obiettivi di raccolta differenziata, fissati all’80% entro il 2030, gli investimenti necessari per i diversi territori e i possibili effetti economici sulle famiglie e sulle imprese. La sindaca rivendica, infine, i risultati raggiunti da Orvieto, dove la raccolta differenziata ha superato il 70%, attribuendoli agli investimenti comunali e all’estensione del porta a porta.

Pica: «Tardani votò a favore degli ampliamenti nel 2022»

Di segno opposto la ricostruzione di Daniele Pica, che accusa la sindaca di Orvieto di contraddizione politica e amministrativa. «La trasparenza delle istituzioni si misura sulla veridicità degli atti scritti», afferma il coordinatore provinciale del M5S, secondo cui contestare oggi la revisione del Piano senza ricordare le decisioni del passato significa offrire una ricostruzione parziale della vicenda. Pica richiama la deliberazione della Giunta regionale n. 2 del 5 gennaio 2022, adottata dalla precedente amministrazione di centrodestra, che prevedeva l’ampliamento complessivo di 1,2 milioni di metri cubi per le tre discariche strategiche umbre: Belladanza, Borgogiglione e Le Crete. Il provvedimento, ricorda, fu recepito nella pianificazione regionale del 2023. In occasione del parere espresso dal CAL il 16 novembre 2022, Tardani votò a favore dell’assetto pianificatorio. Per Pica, il nuovo Piano introduce invece un limite agli ulteriori ampliamenti: una volta esaurite le volumetrie già previste dalla precedente amministrazione, le tre discariche cesseranno di essere individuate come strategiche e saranno destinate alla chiusura definitiva. Il coordinatore M5S contesta anche la richiesta di bloccare l’iter relativo a Le Crete. L’istanza per il Provvedimento autorizzatorio unico ambientale (PAUR), depositata il 15 luglio 2026 dalla società gestrice, sarebbe stata presentata in attuazione della deliberazione del 2022. Secondo Pica, gli uffici regionali sono tenuti a svolgere l’istruttoria prevista dalla legge e un’interruzione arbitraria potrebbe esporre la Regione a contenziosi risarcitori.

Inceneritore, costi e raccolta differenziata: due visioni opposte

Il confronto si allarga al modello complessivo di gestione dei rifiuti. Tardani ritiene che il Piano non offra ancora garanzie sufficienti sulla sostenibilità del sistema e sulla sua capacità di funzionare anche qualora gli obiettivi di recupero non venissero raggiunti nei tempi stabiliti. Pica difende invece la strategia regionale, sostenendo che la soluzione basata sull’incenerimento avrebbe comportato costi elevati e non avrebbe comunque eliminato la necessità delle discariche, a causa delle scorie e delle ceneri prodotte dal trattamento. Il coordinatore M5S stima in oltre 250 milioni di euro l’investimento necessario per il termovalorizzatore e in circa 9 milioni annui l’extracosto che sarebbe ricaduto sulle bollette TARI. La strategia alternativa, secondo Pica, punta sull’incremento della raccolta differenziata all’80% entro il 2030, sulla tariffazione puntuale e sull’ammodernamento della rete impiantistica pubblica, con un risparmio stimato di circa 10 milioni di euro l’anno nei piani economico-finanziari dei Comuni. Resta dunque aperto il confronto sul futuro delle discariche umbre e sulle garanzie che il nuovo Piano sarà in grado di offrire. Al centro della contesa non c’è soltanto la sorte di Le Crete, ma anche la responsabilità delle scelte compiute dalle precedenti amministrazioni, la sostenibilità economica del sistema e il percorso che dovrà accompagnare la progressiva riduzione del ricorso allo smaltimento in discarica.

Asm Terni, l’Anac boccia la nomina di Cardinali: ora si apre il capitolo delle responsabilità e delle possibili sanzioni

Inaugurata all’ospedale di Perugia la nuova Tc Photon Counting