Supertasse: «Abolire subito le maggiorazioni di Irpef e Irap»

Azione Terni, Civici x Umbria, Europeisti.eu, Ora! e Partito Liberaldemocratico chiedono chiarezza sui conti: «Disavanzo da 243 milioni poi diventato 34, ora azzerato secondo Corte dei Conti. Perché mantenere il prelievo? Colpiti 150mila contribuenti del ceto medio»

TERNI – Abolire subito le supertasse regionali. È la richiesta che arriva in una nota congiunta da Azione Terni, Civici x Umbria, Europeisti.eu, Ora! e Partito Liberaldemocratico, che chiedono alla Giunta regionale di presentare una proposta concreta che preveda l’abolizione delle maggiorazioni delle addizionali regionali Irpef e Irap almeno dal 2028.”Non bastano le dichiarazioni né promesse di un segretario di partito – scrivono – la Giunta regionale deve presentare una proposta che preveda la loro abolizione e, contestualmente, chiarisca come siano state utilizzate le somme prelevate dalle tasche dei cittadini nel triennio 2025-2027 e quali interventi sulla spesa possano garantire gli equilibri di bilancio”.Una tassa ingiustificata e ingiusta, la definiscono. Ingiustificata perché era stata giustificata con un presunto disavanzo sanitario di 243 milioni di euro, poi effettivamente accertato in 34,2 milioni. Successivamente, secondo quanto evidenziato nel giudizio di parifica della Corte dei Conti relativo al rendiconto 2025, il deficit sanitario sarebbe stato azzerato. “La Giunta deve quindi chiarire perché intenda mantenere il maggior prelievo e su quali esigenze finanziarie si fondi questa scelta”.Ingiusta perché grava in modo sproporzionato su circa 150.000 contribuenti, lavoratori e pensionati del ceto medio. “Tassare maggiormente famiglie e imprese in una regione che fatica a crescere rischia di aggravare ulteriormente le difficoltà economiche”. E citano i dati Svimez: Pil 2025 in calo dello 0,2% e Pil pro capite pari all’86% della media europea. “L’Umbria non può permettersi politiche fiscali che comprimano ulteriormente consumi, investimenti e capacità produttiva. Imporre un carico fiscale più elevato senza una prospettiva concreta di riduzione significa alimentare una spirale recessiva”.Due poi le questioni di trasparenza sollevate. La prima riguarda la destinazione del maggior gettito fiscale: “Non è stato chiarito come siano state utilizzate tutte le somme aggiuntive prelevate con la motivazione del disavanzo sanitario. Nel frattempo, l’assestamento di bilancio 2026 evidenzia una crescita della spesa corrente in diverse missioni e programmi non sanitari”. La seconda è l’assenza di una revisione complessiva della spesa: “Non è chiaro perché, prima di aumentare il prelievo fiscale, non sia stata avviata una rigorosa spending review regionale”.Da qui le quattro richieste precise alla Giunta regionale. Primo: un provvedimento per abolire le addizionali maggiorate, indicando tempi e modalità. Secondo: una revisione analitica della spesa, sanitaria e non, con le ragioni degli incrementi e i margini di risparmio. Terzo: la rendicontazione del maggior gettito fiscale, con dati aggiornati sulle entrate effettivamente riscosse e la loro destinazione, distinguendo stime e incassi reali. Quarto: trasparenza sugli impegni futuri, spiegando, qualora non si voglia accogliere la richiesta, quali risorse siano ancora necessarie.”La politica è responsabilità delle scelte e rendicontazione ai cittadini – concludono – Le tasse straordinarie non possono diventare permanenti. È tempo che la Regione restituisca ai cittadini una prospettiva credibile di riduzione del prelievo fiscale”

(foto Tommaso Benedetti)

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