Terni, dopo il caso Asm Cecconi passa al setaccio le nomine del 2026: «Bandecchi faccia chiarezza»

Il consigliere di Fratelli d’Italia presenta un’interrogazione sulle designazioni effettuate dal Comune. Sotto esame avvisi pubblici, curricula e procedure di verifica: «Asm è stato un caso isolato?»

Il caso Asm apre un nuovo fronte a Palazzo Spada. Dopo la delibera dell’Anac che ha accertato l’inconferibilità dell’incarico di presidente della partecipata, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Marco Celestino Cecconi torna all’attacco e chiede al sindaco Stefano Bandecchi di fare chiarezza su tutte le nomine e designazioni effettuate dal Comune nel corso del 2026.
L’iniziativa arriva attraverso un’interrogazione a risposta scritta che punta a verificare il rispetto delle procedure previste dalla delibera del Consiglio comunale numero 27 del 2024.

Il precedente è quello di Sergio Cardinali, nominato presidente di Asm il 19 febbraio scorso, pochi giorni dopo aver lasciato la Giunta. Una scelta contestata già ad aprile da Cecconi in Commissione garanzia e controllo, cui era seguito un esposto all’Anac e alla Corte dei conti sottoscritto dai consiglieri di opposizione.
Con la delibera numero 401 del 14 ottobre, l’Autorità anticorruzione ha accertato l’inconferibilità dell’incarico, dichiarandone la nullità e assegnando al Comune 45 giorni per gli adempimenti conseguenti.

Ora Cecconi vuole capire se quella di Asm sia stata una vicenda isolata. Il consigliere richiama gli avvisi pubblici regolarmente predisposti per Umbria Energy, Orvieto Ambiente, Ferrocart e Umbria Film Commission, chiedendo se le stesse procedure siano state rispettate anche nelle altre designazioni.
L’interrogazione sollecita un elenco completo degli incarichi conferiti nel 2026, specificando per ciascuno la pubblicazione degli avvisi, le candidature ricevute, l’acquisizione dei curricula, le verifiche sui requisiti e sugli eventuali conflitti di interesse. Chiesti chiarimenti anche sulle nomine effettuate senza avviso pubblico e sul rispetto degli obblighi di trasparenza.

Cecconi invita inoltre la segretaria generale a estendere le verifiche alle altre nomine dell’anno, valutando eventuali interventi in autotutela qualora emergessero irregolarità.
«Non chiedo né ho mai chiesto le dimissioni di nessuno», precisa il consigliere, che sollecita una semplice tabella riepilogativa delle procedure adottate. Se tutto fosse stato svolto correttamente, sostiene, per l’amministrazione sarebbe sufficiente un pomeriggio per fornire le risposte.
La questione torna dunque sul tavolo di Bandecchi, chiamato a chiarire se il caso Asm rappresenti un episodio circoscritto o se anche altre designazioni meritino approfondimenti. Per il momento, l’unica irregolarità accertata dall’Anac riguarda la presidenza della partecipata.

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