I quattro consiglieri passano all’opposizione. Per Palazzo Spada si apre una fase delicatissima, con gli equilibri del consiglio comunale tutti da verificare
TERNI – Quello che fino a pochi giorni fa appariva come uno scontro interno alla maggioranza, si trasforma in una vera e propria crisi politica. Marina Severoni, Andrea Sterlini, Andrea Colasanti e Federica Mengaroni hanno annunciato formalmente la revoca della fiducia al sindaco Stefano Bandecchi e alla sua giunta. Passano all’opposizione.
Una decisione che arriva al termine di settimane di tensioni, culminate nelle recenti dichiarazioni del primo cittadino, e che rischia di modificare profondamente gli equilibri politici di Palazzo Spada. Il comunicato diffuso oggi, 17 ottobre, non lascia spazio a interpretazioni: «Revochiamo formalmente e definitivamente la fiducia a Sindaco e Giunta: la nostra è una scelta politica!».
I quattro consiglieri rivendicano la propria autonomia politica e contestano apertamente le dichiarazioni con cui Bandecchi aveva annunciato la loro estromissione dalla maggioranza. Secondo i firmatari, il sindaco non avrebbe il potere di decidere al posto dei consiglieri come esercitare il mandato ricevuto dagli elettori.
Ma al di là dello scontro personale e delle dichiarazioni, il documento assume un significato politico ben più ampio. La vera questione, adesso, riguarda i numeri della maggioranza. Con l’uscita dei quattro consiglieri, Bandecchi perde una componente significativa del sostegno consiliare. Se la frattura dovesse trovare conferma anche nelle votazioni, l’amministrazione potrebbe trovarsi in seria difficoltà sui provvedimenti più importanti. Il primo banco di prova sarà inevitabilmente quello del bilancio, sul quale si misurerà la reale capacità del sindaco di mantenere una maggioranza in Consiglio comunale. Una questione tutt’altro che secondaria, perché la revoca della fiducia politica, per quanto significativa, non determina automaticamente la caduta dell’amministrazione: saranno i voti in aula a stabilire la reale tenuta della Giunta.
Nel documento, i quattro consiglieri motivano la propria decisione con una serie di contestazioni che investono direttamente l’azione amministrativa. Dalle scelte in materia di privatizzazioni e idroelettrico alla ZTL, dalle politiche ambientali alla gestione dei lavori pubblici, fino ai progetti rimasti incompiuti o ridimensionati. Tra questi vengono citati il sistema di illuminazione pubblica, la cittadella dell’amicizia, l’ascensore di Cesi, il progetto dell’albergo diffuso e le criticità legate alla sicurezza urbana. Particolarmente significativa anche la contestazione relativa alla gestione delle risorse pubbliche e alla mancata condivisione delle decisioni amministrative. I consiglieri sostengono di aver chiesto ripetutamente maggiore trasparenza, informazioni preventive sulle delibere, aggiornamenti sui finanziamenti PNRR e rendicontazioni puntuali su alcuni investimenti, senza ottenere i riscontri promessi. Nel mirino Cesi Porta dell’Umbria, il Teatro Verdi, la manutenzione stradale e la gestione del verde pubblico. Non si tratta, dunque, soltanto di una rottura legata agli ultimi avvenimenti, ma della rappresentazione di un dissenso che, secondo i firmatari, si sarebbe progressivamente consolidato nel corso dei mesi.
Nel comunicato viene richiamato anche il cambio della Giunta dello scorso febbraio, che i consiglieri affermano di non aver condiviso, e le successive scelte sulle società partecipate, giudicate errate dagli stessi firmatari.
Ed è proprio sul terreno delle partecipate e degli equilibri politici che si è consumata una parte importante delle tensioni delle ultime settimane, come già emerso nelle vicende che hanno interessato la maggioranza e nelle recenti nomine.
La rottura assume inoltre un peso particolare considerando che il gruppo Con Bandecchi per Terni era stato costituito soltanto nell’agosto scorso. A distanza di poco più di due mesi, quell’esperienza politica arriva già alla sua conclusione nei rapporti con il sindaco.
Resta ora da comprendere quale sarà la strategia di Bandecchi. Il primo cittadino potrebbe cercare nuovi equilibri consiliari oppure tentare di proseguire confidando in sostegni sui singoli provvedimenti.
Una strada che, tuttavia, renderebbe più complessa la gestione amministrativa, soprattutto in vista degli appuntamenti finanziari e delle decisioni strategiche per la città.
Perché se fino a ieri il confronto poteva essere ricondotto a una contrapposizione interna, oggi la situazione è profondamente diversa: quattro consiglieri hanno dichiarato ufficialmente di non riconoscersi più nell’azione politica del sindaco.
La partita, a questo punto, si sposta dalle dichiarazioni ai numeri. E sarà proprio il bilancio a chiarire se Bandecchi dispone ancora di una maggioranza in grado di governare oppure se la crisi politica è destinata ad aprire scenari ben più complessi per Palazzo Spada

