TERNI – Una fiaccolata per ricordare Fatiha El Afghani, stringersi intorno alla sua famiglia e trasformare il dolore in un impegno collettivo contro la violenza maschile sulle donne. È l’iniziativa promossa da Terni Donne APS, in programma giovedì 22 ottobre alle ore 21, con partenza da Piazza della Repubblica. Fatiha, concittadina ternana, è morta dopo essere stata aggredita violentemente dal marito il 9 maggio 2026, su un autobus nei pressi di Stroncone, mentre si stava recando al lavoro. Una vicenda che ha profondamente colpito la comunità e che oggi richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e protezione delle donne vittime di violenza. «Terni Donne APS si stringe intorno al dolore della famiglia di Fatiha El Afghani, di sua figlia, di tutte le persone che le hanno voluto bene e di tutte e tutti coloro che, in questi mesi, hanno atteso notizie e sperato in un esito diverso», si legge nell’appello dell’associazione. L’associazione ha inoltre chiesto la proclamazione del lutto cittadino, affinché la morte di Fatiha riceva un riconoscimento pubblico e istituzionale adeguato. Un gesto che, nelle intenzioni delle promotrici, dovrebbe andare oltre il valore simbolico e tradursi in una concreta assunzione di responsabilità da parte della città.
Il nodo dei braccialetti elettronici
Tra i temi sollevati da Terni Donne APS c’è anche quello dell’effettiva efficacia dei braccialetti elettronici, strumenti che possono contribuire alla protezione delle donne sottoposte a misure di tutela, ma la cui funzionalità e capacità di prevenire nuove aggressioni devono essere costantemente verificate. «Quando non riescono a proteggere la vita delle donne, è necessario verificarne l’effettiva efficacia e intervenire sulle criticità», sottolinea l’associazione, richiamando l’attenzione sulle migliaia di donne che affrontano percorsi di uscita dalla violenza e affidano alle istituzioni la propria sicurezza. Il rischio, evidenzia Terni Donne APS, è che la responsabilità della protezione ricada ancora una volta sulle vittime. Alle donne viene chiesto di riconoscere i segnali di pericolo, denunciare, cambiare abitudini, controllare continuamente ciò che accade intorno a loro e verificare che i dispositivi di protezione siano carichi, connessi e funzionanti. Una condizione di allerta permanente che può finire per limitare la libertà e l’autonomia proprio di chi sta cercando di sottrarsi alla violenza. Per questo, secondo l’associazione, è necessario che lo Stato garantisca strumenti realmente efficaci e non lasci sole le donne nel percorso di protezione.
«La violenza non è un fenomeno isolato»
Nel suo appello, Terni Donne APS ribadisce che la violenza maschile contro le donne non può essere considerata una successione di episodi isolati, ma deve essere affrontata come un fenomeno strutturale, legato a rapporti di potere diseguali e a stereotipi di genere ancora radicati nella società. La risposta, secondo l’associazione, deve coinvolgere istituzioni e cittadini attraverso politiche pubbliche continuative, interventi tempestivi, strumenti adeguati di protezione e un lavoro culturale capace di mettere in discussione comportamenti e relazioni che alimentano la cultura patriarcale. «Se il problema è strutturale, la risposta deve essere collettiva», è il messaggio che accompagna la mobilitazione. La fiaccolata di giovedì sera sarà dunque un momento di memoria e vicinanza, ma anche un’occasione per chiedere che il contrasto alla violenza diventi una responsabilità condivisa e quotidiana. L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza: ritrovarsi in Piazza della Repubblica per Fatiha, per sua figlia, per la sua famiglia e per tutte le donne che vivono o hanno vissuto situazioni di violenza. L’appello dell’associazione si chiude con parole che racchiudono il senso della manifestazione: «Non vogliamo più piangere altre sorelle uccise. Ci vogliamo vive. Libere di essere libere di vivere».


