Giovedì 22 ottobre bandiere a mezz’asta e fiaccolata. Disposta l’autopsia sul corpo della donna vittima di femminicidio
TERNI – Dopo Ilaria Sula, Fatiha El Afghan: vittima di femminicidio. La donna, 44 anni originaria del Marocco, era stata aggredita sul bus di linea che la avrebe dovuta riportare a casa dal lavororo lo scorso 9 maggio, dal marito Mohamed El Messaoudi, anche lui originario del Marocco. Cinque mesi in agonia e poi la tragica notizia che ha scosso nuovamente la comunità. Il sindaco di Terni Bandecchi ha proclamato il lutto cittadino per giovedì 22 ottobre. La Casa delle Donne ha organizzato una fiaccolata per tenere acceso il ricordo.
La protesta: «Dopo che Fatiha aveva denunciato le violenze, era stata applicata la misura del divieto di avvicinamento del marito alla donna, con tanto di braccialetto elettronico. Un braccialetto che, però, non ne ha impedito l’uccisione. Su quanto accaduto occorre fare piena luce, per Fatiha e per tutte le donne la cui protezione è affidata a questi strumenti. La denuncia deve rappresentare l’inizio di un percorso di fuoriuscita dalla violenza e di protezione efficace, e le istituzioni hanno il dovere di garantire la sicurezza delle donne che decidono di denunciare. Fermare la città per un giorno è un gesto di rispetto verso Fatiha e la sua famiglia, fare in modo che altre donne non debbano subire la stessa sorte è una responsabilità che riguarda tutti e tutte, a cominciare dalle istituzioni».
Sul tema anche le forze politiche del Patto Avanti di Terni, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, raccolgono e sostengono la richiesta avanzata da Terni Donne – Casa delle Donne di proclamare il lutto cittadino nel giorno dei funerali di Fatiha El Afghani e annunciano la partecipazione alla fiaccolata indetta per giovedì 22 ottobre alle ore 21 con partenza da Piazza della Repubblica. «Dopo cinque mesi di agonia, Fatiha è morta a 44 anni per le gravissime conseguenze dell’aggressione subita il 9 maggio scorso, quando il marito l’aveva brutalmente assalita a bordo di un autobus nella zona di Stroncone. Una vicenda che ha profondamente colpito la nostra comunità, anche perché Fatiha aveva già denunciato le violenze subite dall’uomo ed erano state disposte misure per proteggerla. A maggio, su iniziativa di Terni Donne, centinaia di cittadini e cittadine erano scesi e scese in piazza per esprimere solidarietà a Fatiha e alla sua famiglia. Oggi riteniamo giusto che sia l’intera città, anche attraverso le proprie istituzioni, a manifestare il proprio cordoglio. Chiediamo quindi al sindaco Stefano Bandecchi di proclamare il lutto cittadino, disponendo le bandiere a mezz’asta sugli edifici comunali e un momento di raccoglimento negli uffici pubblici» scrivono nella nota i partiti del centrosinistra ternano.
Proseguono: «La responsabilità delle istituzioni non si esaurisce nella prevenzione culturale. Dopo che Fatiha aveva denunciato le violenze, era stata applicata la misura del divieto di avvicinamento del marito alla donna, con tanto di braccialetto elettronico. Un braccialetto che, però, non ne ha impedito l’uccisione. Su quanto accaduto occorre fare piena luce, per Fatiha e per tutte le donne la cui protezione è affidata a questi strumenti. La denuncia deve rappresentare l’inizio di un percorso di fuoriuscita dalla violenza e di protezione efficace, e le istituzioni hanno il dovere di garantire la sicurezza delle donne che decidono di denunciare. Fermare la città per un giorno è un gesto di rispetto verso Fatiha e la sua famiglia, fare in modo che altre donne non debbano subire la stessa sorte è una responsabilità che riguarda tutti e tutte, a cominciare dalle istituzioni» conclude il Patto Avanti Terni.


