DI MARCO BRUNACCI
PERUGIA – Val la pena insistere sull’aeroporto? In una regione isolata dal resto d’Italia che insegue progetti senza raggiungerli, paga treni in orari assurdi pur di esserci, che si accontenta di quel che passa il convento nazionale, è una sorta di ultima ciambella di salvataggio.
La notizia del sorpasso da parte dell’aeroporto di Rimini rispetto all’anno Francesco vale più di ogni commento.
Tremila oasseggeri in più in 9 mesi è nulla?
No, perché Rimini è cresciuta col trend degli aeroporti nazionali, ma piazzando di suo un +48% di passeggeri che dimostra come il +3 e spicci di Perugia-Assisi sia di fatto una retrocessione.
Umbria7 aveva fatto gia notare che gli incrementi (con segnalazione del record) erano minimi e anzi segno di un empasse pericoloso. Tanto più che coincidevano anche con le celebrazioni francescane.
Adesso la doppia verità: chi investe negli aeroporti vola e attrae turismo e Pil.
Il San Francesco ha sfruttato l’effetto-molla – come più volte detto da Umbria7- caricato dalla Giunta Tesei.
Ma quell’effetto è terminato. Ora si va a calare. Un altro dossier regionale fallimentare.
Il consigliere leghista, ex assessore ai trasporti, Enrico Melasecche, infierisce: “Abbiamo ereditato una situazione deficitaria ma abbiamo scelto di rilanciare lo scalo. Missione riuscita. E adesso? Tutto fa pensare che si tornerà agli anni bui, un grave danno per la comunità regionale”.


