La Tesei scopre le carte: dal Recovery fund: l’Umbria vuole 1 miliardo, il costo della crisi. E in più le opere su strade e ferrovie

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Al convegno dei civici di Andrea Fora, col ministro delegato Amendola, la governatrice esibisce la cartellina dei progetti, «in armonia con le linee guida di Governo ed Europa e cantierabili». Inizia da qui la guerra di posizione

di Marco Brunacci

PERUGIA – Dal palcoscenico del convegno voluto (con merito) da Andrea Fora a dai suoi civici – opposizione razionale per un momento speciale – Donatella Tesei scopre per la prima volta le carte su quello che l’Umbria punta ad avere dal Recovery Fund.

Si sbottona magari dopo aver incassato i complimenti del ministro Amendola che ha tessuto le sue lodi di attenta mediatrice al tavolo nazionale del Recovery come rappresentante di tutte le Regioni e magari un po’ perché lo stesso Amendola qualche carta in tavola l’aveva messa già: si tratta – ha detto il ministro – di scegliere 100 progetti, non di più ma forse qualcuno di meno, privilegiando economia verde e circolare. E allora ecco una Tesei in piena, di rimando: prima diteci bene dal Governo quello che possono decidere le Regioni, poi lasciateci lo spazio e l’autonomia che meritiamo e quindi dividiamo i soldi che arrivano con rispetto per la nostra autonomia e il nostro spazio. Detto questo ecco i piani di Tesei, già pensati, rivisti e limati, e perfino già custoditi dentro la cartellina pronta per essere esibita alle telecamere. «Il gap che intendiamo stavolta superare – ha detto la governatrice – è soprattutto quello infrastrutturale». Strade, ferrovie e magari anche l’aeroporto. Ed ecco che squaderna il primo lotto di richieste di intervento per le opere della “nuova Umbria”: 4 miliardi dovranno servire per le infrastrutture, in 39 progetti. Altri 2,4 miliardi – anche qui ci sono già gli estremi nella famosa cartellina rilegata – tocca, parole di Tesei, a «rivoluzione verde, digitalizzazione, equità istruzione, formazione, salute». I progetti, dice Tesei, che parla quasi con la cazzuola in mano, devono essere «coerenti con le linee guida di Europa e Governo, coniugabili con la programmazione europea 2021-2027, e soprattutto cantierabili». Uno spazio di rilievo deve essere riservato, nei progetti, alle aziende, con «fondi per la transizione green, digitale e generazionale» che arrivino «tramite strumenti semplici».

Poi fuoco d’artificio finale col botto. Ad Amendola che ascoltava a nome del Governo, Tesei mette nero su bianco per la prima volta, la richiesta sul Recovery Fund dell’Umbria: «Chiedo per l’Umbria 1 miliardo, il costo di questa crisi per la regione, oltre – conclude – alle opere per le infrastrutture che sono tutte di valenza nazionale». Riuscirà ad averli questi soldi? Il seguito alle (molte) prossime puntate. Ma l’avvio è promettente.

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