Fedriga e Tesei si mettono l’elmetto e partono in pressing su Draghi per strappare qualcosa per le Regioni nel Recovery plan. Con poche chance

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il nuovo rappresentate dei Governatori e la presidente umbra delegata al Recovery ripartono all’attacco ma il premier ha annunciato che il piano sarà nazionale. Molte attese deluse. L’Umbria si è ritagliata soldi per ex Fcu e Alta velocità. Ora prova a lanciarsi su Digitalizzazione e Transizione ambientale

di Marco Brunacci

PERUGIA – Le Regioni cambiano rappresentante nazionale (Fedriga, Lega, Friuli, al posto di Bonaccini, Pd, Emilia Romagna), mantengono la stessa linea ma si rimettono l’elmetto. Forse non per andare proprio alla guerra, ma di sicuro per una mobilitazione generale da qui al 30 aprile. Motivo: riuscire a ottenere qualcosa sul Recovery plan.

IL PIANO SOLO NAZIONALE

Il premier Draghi nel ricevere Bonaccini e Donatella Tesei (che è rappresentante delle Regioni per il dossier Recovery) è stato chiarissimo: tutto il Piano sarà nazionale, alle Regioni spetterà solo il compito di creare task force territoriali con l’impegno di vigilare sulle opere e far sì che possano essere rendicontate entro il 2026, secondo l’obbligo imposto dalla Ue.
Quindi: nessuna autonomia di iniziativa o di spesa, nessuno spazio per progetti di valenza solo regionale o interregionale, e in più grandi responsabilità nell’attuazione del piano nazionale.
Francamente chi si aspettava qualcosa di diverso non si rendeva bene conto della situazione: Draghi garantisce con la sua presenza e la sua competenza i denari che arriveranno dall’Europa. E’ chiaro che vuole essere lui, con gli stretti collaboratori che ha scelto a livello di Governo, a decidere.

IL LIMITE DEL 30 APRILE

Il tassativo limite del 30 aprile, quando verrà presentato il Piano in Europa, fa pensare che ci sia pochissimo spazio residuo per le speranze delle Regioni. Che pure qualcosa tentano di ottenere.
L’Umbria è già riuscita a ritagliarsi il finanziamento per la ex Fcu e per l’alta velocità Roma-Ancona, con stazioni umbre. Ma è chiaro che le attese erano altre.
Ora Fedriga cercherà di andare in pressing insieme alla Tesei per cercare di essere almeno ascoltati come interlocutori. Non si sa se ogni Governatore porterà con sè e presenterà i piani che sono stati fin qui immaginati a livello locale, oppure si farà una cernita per cercare di entrare nei pertugi lasciati aperti a livello nazionale.

DIGITALIZZAZIONE E TRANSIZIONE AMBIENTALE

Una possibilità è che le Regioni (Umbria inclusa) presentino il loro piano, come dire, per testimonianza, e poi invece cerchino di infilarsi, con alcuni dei loro progetti, nei due grandi filoni dove verranno convogliate le risorse, secondo indicazione dell’Ue. Quindi: transizione ambientale e digitalizzazione.
L’Umbria ha messo nero su bianco qualche idea sugli argomenti in questione, ora si tratta di capire come è possibile farsi ascoltare.
I governatori sperano che il Governo nazionale si renda conto che gli enti territoriali non possono solo essere relegati al ruolo di soggetti attuatori, con tante responsabilità e nessuna capacità di incidere sulle scelte. Ma i tempi strettissimi per la presentazione del Recovery a Bruxelles fanno pensare che avranno ben poca voce in capitolo.

LA NUOVA MISSIONE

Ecco comunque la nuova “missione”, da subito, per Fedriga e Tesei: un pressing a tutto campo, con l’elmetto calzato in testa, per cercare di ottenere almeno riconoscimenti, la possibilità di vedere almeno un qualche progetto che parte dalle Regioni diventare nazionale. Comunque tante aspettative regionali andranno deluse. Questo è ormai certo.

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