di Marco Brunacci
PERUGIA – I numeri: 78,9 di popolazione vaccinata con una dose, 70.8 con due dosi. Nella fascia di età più a rischio, quella degli over 60, 93,6% di umbri con una dose, 91,8% con due dosi, da primato italiano come si vede nella grafica (soltanto la Puglia è su questi livelli).
Mancano però all’appello molti tra i giovani, con un picco di defezioni nella fascia 30-39 anni. Basti pensare che i ventenni vaccinati in Umbria sono del 2% rispetto ai trentenni, nonostante siano partiti più tardi.
In questo momento però l’attenzione si concentra sui 12-19 perché una quota di vaccinati elevati consentirebbe di far partire l’anno scolastico con qualche certezza e sicurezza in più.
Ed ecco allora che inizia un’altra settimana decisiva.
Ma con un punto fermo: il 70,8% di umbri che hanno ricevuto la doppia dose garantisce che la meta dell’80%, ritenuto una copertura più che discreta per mettere al riparo la gente da rischi gravi e da probabilità di ospedalizzazione, non è lontana. E sicuramente arriverà prima rispetto alla data nazionale (l’obiettivo fissata oggi da Figliuolo e’ il 30 settembre)
La scarsità delle dosi di vaccino (c’è la speranza di qualche accelerazione in questi giorni) insieme alla resistenza no vax (si calcola in almeno 40 mila gli umbri che non hanno intenzione di farsi vaccinare) costringe il governo ad allungare i tempi.
Ma si conta molto sul rientro dalle vacanze di molti giovani in questa settimana, per colmare almeno alcuni gap.
Un fronte a parte lo ha aperto l’assessore regionale alla sanità Coletto ed è molto delicato per la realtà umbra. E’ iniziato da qualche giorno il rientro delle badanti dai Paesi di origine nei quali si sono recatie per le vacanze. L’invito di Coletto è a espletare le procedure vaccinali prima di riprendere il servizio. Gli anziani, in particolare quelli con più patologie, possono correre qualche rischio anche dopo la doppia dose. Da qui l’urgenza di avere in servizio badanti vaccinate.


