Fine ottobre thrilling: decideranno Briziarelli e l’Ance di rientrare all’aeroporto? Deciderà Perugia di fare subito la Città del cioccolato al Mercato coperto?

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La Regione ha puntato sulla filiera rilancio del turismo-aeroporto-grandi eventi-Eurochocolate (anche a Umbriafiere) con soldi (parte la campagna promozionale invernale) e una strategia lucida e aggressiva. Quanti faranno finta di non aver capito?

di Marco Brunacci

PERUGIA – Non sarà il ciclone mediterraneo ma è un fine ottobre di fuoco anche in Umbria. Si parte dall’aeroporto: fino al 31 ottobre (e non oltre) si possono sottoscrivere le quote della Sase.

Udite udite: hanno pagato tutti, soldi in mano, compresi i Comuni (Perugia, Assisi e Bastia), compresi i commercianti di Mencaroni, possibile che neanche il nuovo presidente Briziarelli riesca a convincere gli industriali a sottoscrivere un 5 per cento e spicci delle quote per non rimanere fuori da quello che Cityjournal indica da anni come il vettore di un rilancio globale dell’Umbria, come centro del Centro Italia e come rinascente turismo? E come mai l’Ance, l’associazione dei costruttori ancora litiga e cincischia se tutti hanno capito che non si può fare a meno dell’aeroporto in questa fase così delicata, sospesa tra un potenziale forte rilancio e un fuoco di paglia destinato a finire da qui a 5 anni con la fine dei soldi dell’Europa e del Governo nazionale?
I numeri di ottobre del San Francesco sono da record assoluto. Le rotte funzionano, se si arriva a razionalizzare e investire ancora di più, e secondo il piano già tracciato, il salto di qualità è cosa fatta.
La Regione da qualche parte cincischia e rischia di incartarsi, ma qui fila via liscia ed ecco che secondo gli impegni presi tornano anche i grandi eventi: il Green Table ha avuto un successo anche oltre le attese, nonostante certi discorsi incongrui da millenarismo narcisistico verde. Tornerà persino il Festival del giornalismo, in attesa che Guarducci si inventi qualcos’altro (vorrebbe lanciare Holly(w)food, ma per ora non lo ascoltano).
Invece per una volta Guarducci ha ascoltato ed è stato un bel successo: centomila biglietti venduti a Umbriafiere per la nuova Eurochocolate al coperto, che non crea disagi ma solo business. E questo è un segnale preciso che la Regione ha colto al volo: d’ora in poi la kermesse del cioccolato si dividerà in due – c’è da starne certi – la manifestazione al coperto e quella all’aperto. Tutte e due più composte e proiettate a un futuro capace di superare il passato. E il passato Eurochocolate però lo supera solo – ecco l’altra decisione di fine dì ottobre che non può essere più rinviata – se si smette di dibattere sul nulla per il futuro del Mercato coperto e si prende il coraggio a due mani (sindaco Romizi, pronto?): si dà l’ultima accelerazione necessaria per creare nell’area del vecchio Mercato “Lo straordinario mondo di Perugia, città del cioccolato”,.Si può e si deve fare in poche settimane. Poi si finisce di realizzare in pochi mesi. Pronti per l’appuntamento “A passo d’uovo”, kermesse chic dell’uovo di Pasqua al centro di Perugia prevista per marzo prossimo.
La Regione ci crede ed è disposta a puntare ancora soldi sulla campagna invernale e di Natale della promozione. Si parte. Sono soldi ben spesi. Si è visto fino a questo momento. Si deve continuare su questa strada.
Come si vede questo ultimo scampolo di ottobre non sarà il ciclone mediterraneo ma è pieno di decisioni strategiche da prendere al volo.
Mister Briziarelli debutterà come presidente di Confindustria con un bel lavaggio delle mani pilatesco, facendosi scudo dei tempi (si insedia ufficialmente il 2 novembre) e gettando la colpa sulle (pur colpevoli) spalle del predecessore? L’Ance invece si baloccherà con i giocolieri del “vorrei ma non posso”? Qualcuno, tra Comune di Perugia e Consorzio degli operatori del Mercato coperto, capirà che non c’è tempo da perdere e certe occasioni non tornano: la Città del cioccolato non ha alternative?
L’Umbria ha bisogno di decisioni urgenti. Signori, sveglia.

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