Buone notizie dal Pnrr: per far belle le città umbre arrivano 78 milioni: Terni fa la parte del leone, Umbertide ha i progetti più top

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Il primissimo dato ufficiale fa felice la Regione che ha ottenuto il 2,3% dei fondi complessivi, più del doppio rispetto al Pil. Tra i Comuni bene anche Perugia, Foligno e Todi. Ora però si deve lavorare in fretta tra edifici, giardini e luoghi per lo sport

di Marco Brunacci

PERUGIA – Sono 78 i milioni per far più belle le città dell’Umbria. Decoro urbano, soprattutto, con interventi su edifici, giardini e piazze, ma anche, volendo, per rendere migliori i luoghi per fare sport. Sono soldi pronti per essere spesi e arrivano dal Pnrr nazionale sotto la voce della “Rigenerazione urbana”.

Terni ha fatto la parte del leone. Segno che il sindaco Latini un merito ce l’ha di sicuro. Lui e la sua giunta hanno ottenuto il 23% dell’intera somma, Mica male. Basta stare attenti a eseguire i progetti che sono stati presentati e premiati, ma anche ad essere rapidi. Altrimenti – come tutti i soldi che arrivano dal Pnrr – si devono restituire, se non si rendicontano entro il 2026. Il vantaggio è che qui parliamo di opere non enormi (rientrano nella misura B), facili da cantierare ed eseguire. Un motivo in più per non fallire.
Dietro c’è Perugia e quindi, incollata al capoluogo, anche Foligno.
Ma va sottolineato però, che cambiando i criteri, è – come si vede nelle tabelle dello studio che l’Aur ha fatto su questa prima parte del Pnrr giunto in Umbria – c’è Umbertide, che ha il record assoluto di denaro ottenuto rispetto alla popolazione, e quindi Todi.
Il centrodestra ci sta a mettersi una medaglia al petto e fa presente che è alla guida di tutti i comuni che hanno ottenuto i maggiori riconoscimenti dal Pnrr nazionale.
Soddisfatta anche la Regione, la quale ha riportato in Umbria il 2,3% della cifra complessiva in questo ambito. In realtà, se si considera che il 53% dei fondi è finito al Sud (molto al di sopra della quota fissata per il Pnrr in generale che è del 40%) la percentuale dei soldi intercettati è da considerarsi anche superiore. Ma pure il 2,3% del complessivo è pur sempre il doppio del Pil dell’Umbria rispetto a quello italiano.
Adesso alle amministrazioni il compito di dimostrare di saper spendere e spendere bene, dopo aver avuto premi per la loro capacità di progettare (e con buona pace di chi diceva che il Pnrr era tutta questione nazionale e non bisogna fare progetti e proporli al meglio).

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