Il centro sociale e la pandemia: da Macenano di Ferentillo il grido per salvare l’ultimo ritrovo degli anziani

L’appello del presidente Domenico Filipponi: «Siamo pochi, deboli e senza mezzi ma vogliamo andare avanti»

di Luca Ceccotti

FERENTILLO (Terni) – Si parla sempre della crisi psicologica dei giovani dovuta alla pandemia di Coronavirus, meno delle stesse ripercussioni sugli anziani. Soprattutto in Umbria, terza regione d’Italia per percentuale di cittadini over 65 (26,2% secondo l’Istat), la cosa andrebbe affrontata più spesso. Peccato che sovente le notizie scarseggino, al riguardo.

Addentrandosi nelle realtà più piccole della provincia ternana, però, si alza forte il grido di salvezza per il centro sociale anziani di Macenano di Ferentillo. A parlare è Domenico Filipponi, presidente del centro Ancescao nella frazione di Terni, che racconta come i lunghi mesi condizionati in negativo dalla pandemia abbiano portato la struttura a una difficile sopravvivenza. «Gli anziani di Macenano sono gente antica, dura e spigolosa – spiega Filipponi – che non si è mai piegata alle avversità ma che si è trovata disarmata contro un nemico subdolo. Le pandemie attaccano e si prendono per primi i più deboli. I vecchi. Ed io mi sento impotente. Posso solo dare consigli, informare, incoraggiare e tenere aperto l’unico avamposto di socializzazione: il centro sociale anziani. Ma non so per quanto tempo sarà possibile andare avanti».
Il presidente punta il dito contro le alte spese di gestione e il caro bollette: «Il Centro sociale anziani di Macenano è il nostro spazio. L’ho tenuto aperto con grandi sforzi, tanto lavoro fisico e con fondi personali, ma oggi la strada è sempre più in salita e sempre più sconnessa. Le lunghe chiusure non hanno fermato le spese generali, come ad esempio le bollette. Un’emergenza comune a tante associazioni come la nostra cui va trovata una soluzione». E conclude con un messaggio di reale resilienza: «La verità è che siamo pochi, deboli e senza mezzi. La nostra determinazione vacilla ma vogliamo andare avanti, certi che le persone di buona volontà accoglieranno il nostro appello per trovare soluzioni».


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