di Egle Priolo
PERUGIA – Quando l’eco della guerra comincia a non essere più così lontano e tu di battaglia ne stai già combattendo un’altra, drammatica e spietata, con tua figlia che ha solo 6 anni, forse prendere tutto e partire, anche alle dieci di sera, ti può sembrare l’unica luce in fondo al tunnel. Via da Leopoli, con un bagaglio messo insieme in fretta, destinazione Italia, precisamente Perugia. Anna, la mamma Liuba e il papà si mettono in marcia verso il confine.
L’obiettivo è arrivare a Foligno, dove vivono la nonna e la zia di Anna, ma a Foligno non potrebbe ricevere le cure di cui la piccola ha bisogno. Così, mentre la famiglia in Ucraina finisce di mettere insieme le cose con cui partire, in Umbria si attiva la catena della solidarietà. Per Anna viene trovato un posto letto nel reparto giusto del Santa Maria della Misericordia, un’eccellenza assoluta. Quella luce si fa un po’ più forte. Sanno dove poter andare, sanno che lì potrà avere le cure di cui ha bisogno. «Se non fossimo partite, per Anna che speranza poteva esserci con la guerra che incombeva?» racconta Liuba al telefono. È con la figlia in reparto, la piccola viene sottoposta alla terapia, più avanti, quando la situazione si sarà stabilizzata, per mamma e figlia ci sarà un alloggio al residence Chianelli, dove molto è possibile. E il papà? Il papà no, non è riuscito a venire in Italia. Tra i 18 e i 60 anni, gli uomini di Ucraina non possono lasciare il loro Paese, «per fortuna riusciamo ancora a sentirci con il cellulare». Neanche per ragioni di salute, quelle che permetteranno a mamma e figlia di ottenere un permesso di soggiorno, procedura eccezionale per la quale, come annunciato dalla presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, pochi giorni fa, le istituzioni si sono messe in moto. «Cosa faremo, dove andremo. Non lo so, non ci penso. Ci sarà tempo per farlo. Adesso c’è Anna, prima di tutto lei. Poi vedremo” spiega ancora Liuba, avvolta dall’abbraccio, per ora a distanza, di parenti, amici e sconosciuti di Foligno, dove vivono i suoi familiari, che non hanno fatto mai mancare loro. Mentre la guerra in Ucraina infuria, in una stanza del Santa Maria della Misericordia si combatte la battaglia delle battaglie. E non c’è dubbio da che parte stare.


