di Marco Brunacci
PERUGIA – «Pensiamo di aver dato un segnale molto forte, in un momento delicato».
Quale segnale? Il rettore dell’Università di Perugia, Maurizio Oliviero, non usa espressioni di maniera per presentare i tre nuovi corsi di alta formazione organizzati insieme con Confindustria Umbria.
«È un segnale che dice che l’Università mette a disposizione del territorio le proprie competenze, che ormai si misurano in competenze sul campo, e vara, insieme a Confindustria, questi tre corsi sulla sostenibilità industriale, sulla gestione dei rischi e sulla gestione dei finanziamenti dei fondi pubblici. L’Università guarda al futuro dei giovani e guarda all’industria di domani, l’industria 4.0, e insieme alle nuove esigenze del mondo del lavoro».
Detto questo il rettore passa la palla, ringraziandolo, al responsabile dei sistemi formativi di Confindustria, Riccardo Stefanelli (Co-Ceo della Brunello Cucinelli, nella foto di Pasquale Punzi) e anche qui sono poche le espressioni di maniera: «La parola chiave è collaborazione su percorsi e su temi molto caldi, si deve guardare lontano, sapere quali saranno le necessità delle nostre imprese e formare i giovani, metterli nelle condizioni di intercettare i nuovi contenuti e trasferirli alle imprese».
Ma a Stefanelli viene anche chiesto di questo momento così delicato e pieno di insidie per le imprese. Come se ne esce?
«Nei momenti come questi, che sono momenti difficili, bisogna agire con razionalità senza perdere la visione di lungo periodo. Per altro bisogna ricordare che di momenti difficili ce ne sono stati tanti nel corso della storia e le imprese sono chiamate ad affrontarli. Sono periodi di difficoltà ma anche di opportunità. E per questo è più che mai necessario un dialogo, che sia il più possibile proficuo, tra tutti gli attori in gioco. Ma – ci tiene a sottolineare, anche qui in modo non formale – non dimenticando i contenuti essenziali delle nostre singole aziende, la qualità dei prodotti e l’eccellenza dei servizi. Serve attenzione, concentrazione, lungimiranza».
Conclusione: «La storia ci insegna che sempre ci sono stati momenti difficili, cui fanno seguito altri migliori, le aziende, ma non solo le aziende, il territorio tutto, le nostre comunità, hanno sempre avuto la forza per migliorare il tempo attuale, il nostro presente»,


