locandina concerto sara marini a panicale

Un viaggio emozionale tra Umbria e Sardegna in “Torrendeadomo”

Sara Marini: «Due mondi ancestrali lontani dove l’arcaico e il contemporaneo si fondono insieme»

Francesca Cecchini

PANICALE (Perugia) – Dopo l’inizio della stagione di prosa, anche la musica è arrivata a invadere il teatro Cesare Caporali di Panicale dove a salire sul palco, nell’ambito della stagione Tourné promossa da Aucma e Mea concerti, sabato 2 aprile è stata l’artista umbro sarda Sara Marini accompagnata dalle note di Lorenzo Cannelli, Paolo Ceccarelli, Goffredo Degli Esposti e Francesco Savoretti.

La cantante e interprete, dopo il concerto della sera precedente all’auditorium Parco della musica di Roma, dove ha presentato il nuovo progetto “Djelem do Mar Voci Oltre” condiviso con Fabia Salvucci, è tornata a portare la sua musica in Umbria , in quello che la stessa Marini definisce : «un gioiellino di teatro» con “Torrendeadomo”. Sotto le luci calde del piccolo palcoscenico in un momento complicato come quello che stiamo vivendo, tra post pandemia e ripresa, emerge tutta l’emozione di tornare ad esprimersi con la musica che «è indispensabile, una sorta di nutrimento che, se ci viene a mancare, crea un grande vuoto. Il palco è in fondo il nostro posto, dove il cuore inizia a battere come deve».

Sara Marini_Torrendeadomo a Panicale

In scena la Marini conduce il pubblico in un suggestivo viaggio tra l’Umbria e la Sardegna: «Questa sera vi racconterò insieme a questi grandi musicisti che cosa significa per me appartenere a due luoghi – ha detto – L’Umbria, dove sono nata e cresciuta, e la Sardegna dove ho passato la maggior parte dell’infanzia. Due mondi ancestrali lontani dove l’arcaico e il contemporaneo si fondono insieme». Nel suo progetto “Torrendeadomo”, che in sardo significa “ritorno a casa”, la Marini ha lavorato intorno a un «concetto che gira intorno ai due luoghi, denominandoli due isole, una circondata dai monti, come a proteggere le nostre vite, e una circondata dal mare, un senso di infinito».

 Sara Marini_Torrendeadomo a Panicale

Sul palco la musica prende vita in una miscela di linguaggi, tra il sogno dell’artista racchiuso nello scrigno della lingua sarda e i suoi desideri narrati nella lingua madre, l’eugubino, tra: «Filastrocche e giochi innocenti, ma non troppo, di bambini, ninne nanne e affanni di mamme, angeli custodi, come presenze misteriose al nostro fianco, amori antichi, di re e castelli, pene d’amore che ci nutrono e desideri di pace da coltivare su questa terra rossa e nera, e ancora libertà e paure per nuove radici».

 Sara Marini_Torrendeadomo a Panicale

Velostazioni, a Terni annunciata la pedalata finale

Bartoccini-Fortinfissi Perugia

Con tre set a due la Bartoccini-Fortinfissi Perugia torna vincitrice da Casalmaggiore