di Marco Brunacci
PERUGIA – Guardate che questa è una bella giornata per gli umbri. Al di là delle inevitabili scartoffie, dei piani scritti in burocratese, delle complessità normative delle disposizioni, sono state poste le premesse per una migliore e più razionale gestione degli ospedali umbri (a partire da Perugia e Terni) e dell’intera macchina sanitaria.
E dato che la salute è la prima delle preoccupazioni dei cittadini ecco un motivo per gioire.
I cittadini umbri che sono lettori e followers di Umbria 7 hanno avuto già modo, in anteprima, di leggere l’intera Convenzione che legherà nei prossimi anni la Regione all’Università sul tema sanitario.
Ora vale la pena aggiungere due o tre sottolineature: per la prima volta la Regione ottiene dall’Università una gestione, come dire, paritaria, delle neonate Aziende ospedaliero-universitarie, quindi l’ospedale di Perugia e quello di Terni.
Il 50% (non più 30) degli apicali saranno medici ospedalieri, il 50% universitari (quindi coin il compito aggiuntivo di fare formazione e specifica ricerca). Non è una cosa da poco perchè i rappresentanti dei cittadini avranno modo di verificare come vengono fatte le scelte e indirizzate le linee dell’assistenza. All’Università viene lasciato un ampio margine di autonomia per rendere valore aggiunto quel di più di scienza e di ricerca che può garantire.
Insieme si impegnano poi a razionalizzare la spesa. Risparmiare tra sprechi e spese non finalizzate per investire nelle eccellenze. E fare – vivaddio – un po’ di campagna acquisti nei settori chiave della sanità umbra, rimasti sguarniti (quanti bravi chirurghi servono?). In pratica, prima di tutto, significa che i reparti doppioni, che avevano un senso solo per nominare Tizio, piuttosto che Caio, direttore, vengono da subito messi nel mirino. Si cancellano e si razionalizza.
Le novità ci sono e sono rilevanti. Ne esce bene l’asse Tesei-Oliviero che ha sempre tenuto in questi lunghi mesi di trattative, che non si capiva neanche tanto bene perchè e per cosa.
I contraenti non hanno fatto in fretta, ma il rettore ha ricordato che la Convezione mancava dal 2006. E che volete che siano due anni passati a scrivere e cancellare e riscrivere.
Non sfuggirà a nessuno un passaggio: Oliviero ha voluto sottolineare che ora, a Convenzione firmata, si potrà andare alla fase successiva, quella di rimuovere gli ostacoli che l’Università ha segnalato nel primo giro di consultazioni sul Piano socio sanitario. Il Piano è il prossimo obiettivo, poi tocca ai direttori generali nuovi. Se tutto va in porto sarà un inizio di primavera proficuo.



