PERUGIA – Partita la PerugiAssisi straordinaria per chiedere la fine della guerra in Ucraina e contro tutti i conflitti nel mondo.
Sono circa 10mila le persone partite domenica mattina dai Giardini del Frontone in direzione Assisi.
«Nelle ultime settimane si parla solo di guerra e sono scomparse le parole pace e dialogo.
Dall’Umbria, terra di “pace” per antonomasia, auspichiamo con forza la necessità che torni ad essere centrale il concetto di dialogo, riprendendo quel percorso interrotto che è l’unico che può portare quanto prima alla conclusione di questo drammatico e assurdo conflitto». È quanto sostenuto dalla presidente della Regione Umbria, presente oggi alla marcia straordinaria per la pace Perugia- Assisi, nel corso del suo intervento di saluto ai partecipanti, all’avvio della marcia dai Giardini del Frontone a Perugia. «Da questa marcia della pace – ha affermato la presidente – si deve alzare un messaggio forte indirizzato a tutti coloro che sono chiamati a gestire questa emergenza: riaprire il negoziato che, attraverso le sue regole, porti a mettere fine alla guerra e di conseguenza alla perdita di vite umane e alle terribili conseguenze che sta avendo».
Un popolo in marcia per la pace, per dire a gran voce ‘No alla guerra’, oggi si è mosso da Perugia, Giardini del Frontone, con striscioni, bandiere e voglia di partecipare al grido, condiviso da Papa Francesco, “Fermatevi! La guerra è una follia”.
Era presente insieme al gonfalone la Presidente della Provincia di Perugia che rivolgendosi al popolo della pace, prima della partenza, ha detto: «Dobbiamo impegnarci tutti per la pace, oggi marciamo per far capire che la pace non è un’utopia, per ribadire che il nostro Paese ripudia la guerra e che ogni conflitto va risolto con la diplomazia. Se non ora quando marciare per la pace? La marcia PerugiAssisi una scelta di coraggio e di aver coraggio non ci si pente mai».
«Dobbiamo far crescere un movimento di cittadini consapevoli e responsabili – ha detto Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace – che si impegnino non soltanto a chiedere pace ma a farla tutti i giorni, in ogni momento della giornata prendendosi cura gli uni degli altri. La guerra è una realtà con cui dobbiamo fare i conti, ora serve reagire al senso di impotenza e assumerci la responsabilità di costruire la pace. Questa marcia è con Papa Francesco, sue sono le parole: “Fermatevi! La guerra è una follia”».
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