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Sovraffollamento e ricettività extraterritoriale, la lotta quotidiana del pronto soccorso

Tra numero di accessi elevati e anzianità della popolazione, con grande sforzo il personale del Santa Maria cerca di colmare tutte le lacune presenti, nell’attesa (magari) di una vera riorganizzazione di tutta la rete assistenziale

di Michele Fratto

TERNI – C’è tanto traffico al pronto soccorso del Santa Maria di Terni. Farsi un giro nel reparto in queste giornate vuol dire imbattersi in un numero elevato di ingressi rispetto al solito, tra una corsa e l’altra del personale per dare assistenza ai pazienti. La ricettività non manca. Medici e infermieri cercano in ogni modo di prestare assistenza al maggior numero di persone, per colmare quelle che sono delle criticità riscontrabili sul territorio. Perché se da un lato ci sono state delle critiche, piovute soprattutto sui social, dall’altro molti punti cardine del periodo sono sconosciuti ai più. E non riguardano solo le problematiche legate al Covid. 

Il pronto soccorso sta registrando ingressi record, che si stagliano oltre la soglia delle cento persone giornaliere. Questo dato emerge dal fatto che nel territorio ternano, e non solo, il depauperamento delle attività fa convergere tutto sul pronto soccorso di Terni. Non parliamo solo dei Comuni limitrofi. L’attrattività va oltre il confine regionale, con pazienti provenienti anche dalla Sabina e dall’Alto Lazio, che vedono nella qualità offerta dal servizio di Terni un punto fermo rispetto ad altri reparti analoghi regionali. A tutto questo va aggiunto che la popolazione ternana è tra le prime d’Italia per anzianità con molte persone sole che, per disturbi cronici riacutizzati, si recano al pronto soccorso come unica via possibile di assistenza.

Un quadro, questo appena descritto, che trasforma il pronto soccorso in un punto di ricettività importante, visto che nel territorio provinciale e non solo non c’è una valida alternativa. Scattano così due fenomeni come l’overboarding (aumento di permanenza in ospedale) e overcrowding (sovraffollamento), situazione in cui si può verificare il serio rischio di non poter dare spazio immediato ai pazienti, con le vere urgenze e le emergenze comunque garantite. Due fattori nati anche dalla logistica del pronto soccorso, non di certo tra le migliori per la distribuzione dei pazienti, con il personale che risulta non più misurato a una mole di lavoro di questo tipo. 

Insomma, le criticità sicuramente ci sono e le soluzioni potrebbero essere ricercate in una riorganizzazione vera di tutta la rete assistenziale per provare, almeno, a distribuire i pazienti su diversi reparti. Nel frattempo, le corse quotidiane di medici e infermieri continuano.

Stefano Tacconi in prognosi riservata

E Marcia della Pace sia: tutti i volti e il foto racconto della PerugiAssisi