Muore a 97 anni il regista teatrale Peter Brook, grande autore del ‘900 molto legato al Teatro stabile dell’Umbria

C’è anche il saluto di Nino Marino, direttore del TSU con cui l’artista aveva più volte collaborato

PERUGIA – Si spegne a 97 anni uno dei giganti del teatro del ‘900. Una vita ricca di sfide e successi, quella di Peter Brook, che lungo il suo prolifico, riconosciuto e premiato percorso lo ha anche condotto, nell’ultima parte della sua carriera, a una collaborazione importante con il Teatro Stabile dell’Umbria.

«Se ne è andato il più grande maestro e regista del ‘900. E, anche se lui non voleva essere chiamato “maestro”, sono convinto che non ci sia definizione migliore per chi ha reinventato e rivoluzionato l’arte della messa in scena a livello mondiale». Così Nino Marino, direttore del TSU, si unisce al cordoglio generale per la scomparsa di Brook.

“Ta Main Dans La Mienne”, “The Valley of Astonishment”, “Why?”, “Battlefield”, “The Suit”, “The Prisoner”, fino all’ultimo “Tempest Project” andato in scena a novembre 2021: sono queste le ultime creazioni dello stimato autore presentate in anteprima assoluto al Teatro Ccinelli di Solomeo. «La Tempesta è la creazione con cui Shakespeare ha voluto congedarsi e “riporre le armi della magia” – prosegue Marino -. Mi piace pensare che non sia un caso che proprio l’ultimo spettacolo di Brook corrisponda a quello del drammaturgo e poeta inglese con cui “passava la vita a dialogare”, come raccontò lui stesso una sera a Brunello Cucinelli. Ricordo che alla prima italiana di Tempest Project ci chiamò dalla sua casa a Parigi per sapere com’era andato il debutto e come aveva reagito il pubblico. Gli facemmo ascoltare gli applausi dal telefono… fu un momento emozionante, di profonda umanità e amicizia che non potrò mai dimenticare».

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