di Marco Brunacci
PERUGIA – Segnali di vita dal pianeta Forza Italia. Adesso che torna ad affacciarsi, più prepotente che mai, l’ipotesi di un proporzionale con il premio di maggioranza nella prossima legge elettorale: quindi voto senza collegi, ma solo proporzionale secco, con più seggi per chi supera il 40%.
La sondaggista principe Alessandra Ghisleri dice che sarà una vittoria annunciata del centrodestra, ma a sinistra il Pd non piange perché comunque le sue chance le coltiva e comunque tutto è meglio di stare attaccati al carro dei dissociatissimi cinquestelle.
Comunque: Berlusconi, leader insostituibile del partito, profetizza un prossimo ritorno verso quota 20%, Tajani, coordinatore e principe reggente, ritiene necessario raddoppiare subito le iniziative e gli sforzi perchè il momento è propizio. Il motivo? Il centro dello schieramento della politica è oggi il più ambito e gli azzurri rivendicano da anni il ruolo di moderati. E’ il momento di farlo valere.
Eccoli, allora, a Foligno, organizzazione a cura di Riccardo Meloni, vicesindaco della città.
Tutta Forza Italia dell’Umbria – tranne la senatrice FIammetta Modena ma per motivi personali – nuovamente agguerrita, determinata, pronta ad approfittare anche dei passi falsi e dello svaporato appeal di certi suoi alleati (la Lega).
Da Alemanno, sindaco di Norcia, a Ruggiano, sindaco star di Todi, Pernazza, Laura Buco e Bruschini, Morroni e Nevi, Lamberto Marcantonini, la Polidori fino al segretario regionale Andrea Romizi, sindaco in Perugia, ancora principe del Romizishire. Chi manca? Proprio nessuno.
Temi affrontati: il raddoppio delle iniziative e vabbè. Poi l’allargamento delle base. Ecco l’elenco dei tanti contatti. Tra un po’ si deve però andare a stringere. Serve una nuova e più larga classe dirigente all’Umbria dei moderati.
Se lo dice Forza Italia, che nel centrodestra, quanto a classe dirigente, è la più attrezzata, bisogna proprio crederci.
Terni ha iniziato a fare un po’ di campagna acquisti. Si continuerà in altre parti dell’Umbria.
Rapporti con la Regione: facciamoci sentire di più, dicono tutti in un coro unanime. Ma alla fine ci si concentra su un tema solo: la sanità. Il grande banco di prova del governo regionale. La impagabile presidente Tesei ce la farà? Non ce la farà?
Seguono suggerimenti. Anche qui a senso unico: ci sarà pure un modo migliore per raccontare i successi che la Regione ottiene (esempio: Monteluce). O no?
Tutti in linea. Il più vivace dimostra di essere proprio il vicepresidente della giunta regionale, il fieramente gualdese Roberto Morroni. Un tantino insofferente con avversari ma anche con gli alleati. Avrà i suoi motivi. Ma da qui comincia la corsa alle elezioni politiche di primavera e bisogna tutti dare il buon esempio: moderati sempre. Lo diranno i maggiorenti – ricette alla mano – alle categorie produttive umbre che verranno incontrate da Forza Italia nei prossimi mesi, passata la calura estiva.
Qualche idea sulle prossime elezioni comunali a Terni? Neanche una parola. Però l’argomento è cerchiato in rosso nel taccuino degli appunti.
Ma alla fine occhi puntati sul segretario regionale Andrea Romizi. Che dice? Che avrà in mente?
Una cosa è certa: il “futuro di Romizi” è ormai un insegnamento curriculare all’università, se vuoi avere una laurea in politica umbra. Non c’è militante del centrodestra che non abbia un convincimento suo proprio.
Ruggiano, che ancora gira camminando a un palmo da terra per il sonante successo nella sua Todi, non sa trattenere lo spirito di goliarda e stuzzica il sindaco-segretario: “Quando inizi la campagna elettorale per prendere il posto della Tesei?”. Il sindaco-principe non lo lascia neanche finire: “Basta fare le battute, lo dicono in troppi, non ci si deve neanche scherzare”.
E svela quel che farà da domani: passerà palmo-palmo il territorio. Ha ricominciato a Perugia e frazioni e assicura che funziona. Lo farà anche per l’intera regione.
La sua dottrina della comunicazione non conosce dubbio o tentennamento: bisogna incontrare il maggior numero di persone, parlare, spiegare di persona quel che si è fatto e quel che si farà.
Benedetto uomo: vuol andare in Parlamento? O nel più recondito posto dell’animo cova il sogno di essere il nuovo Tesei? Nè l’una, nè l’altra cosa, assicura. A domanda risponde: “Voglio restare, fino alla fine del mandato, il sindaco di Perugia”. Cioè: niente Parlamento (e Nevi resta superstar). La Regione? I presenti capiscono che a lui va bene fare il capolista della nuova Forza Italia, capace di riprendersi una parte della scena politica (e almeno due-tre posti in Assemblea legislativa).
Dal vertice di Foligno, una cosa è chiara. Forza Italia non ha più alcuna intenzione di fare la parte del cugino sfigato del centrodestra di governo umbro. Segnarselo.


