TERNI – Non si riusciva a capire se per l’allestimento dei seggi elettorali del comune di Terni fossero stati spesi 23 o 28mila euro, solo perché ne sono serviti sia 23 che 28mila, ovvero 23mila se si esclude l’Iva e 28mila se si considera.
Un importo, seppure a carico del Ministero dell’Interno, che non s’era mai arrivati a destinare all’intervento di adeguamento complessivo dei seggi che garantisce anche l’illuminazione delle cabine per tutta la durata delle votazioni, dal momento che fino alle precedenti tornate elettorali ci si avvaleva del lavoro straordinario di un operatore specializzato del Comune di Terni.
«Quel servizio lo ha sempre svolto Emilio, l’elettricista di Palazzo Spada, che però sta andando in pensione – ricorda Francesco Filipponi, consigliere del Pd – ciò non toglie che passare da una spesa di un paio di mila euro a 28mila significa non andare nella direzione del contenimento dei costi, significa che non si segue il criterio che tende al risparmio ma allo sperpero di denaro pubblico. E poi risulta strano che quell’importo finisca nelle casse di una partecipata del Comune».
Con il pensionamento di Emilio e le elezioni alle porte, la Direzione Lavori pubblici e manutenzioni non ha potuto fare altro che richiedere dei preventivi di spesa alle aziende specializzate e tra queste a Terni Reti, che ha fatto l’offerta più bassa. È così che si è arrivati all’aggiudicazione del servizio per un importo totale di 28mila euro.


