L’Etoile come il Quasar: i mattoni che cadono sono simboli di un passato che non torna più

Emozioni e ricordi sul web per la demolizione della storica discoteca di Perugia. LE FOTO

R.P.

PERUGIA – E così se ne va un pezzo della movida perugina. Un pezzo talmente antico che ancora “uscire a far serata” non si chiamava nemmeno “movida”.

Un pezzo di quelli importanti, soprattutto per chi, come si legge in uno dei tanti commenti su Facebook, «ha più di quarant’anni». Per chi, con una morsa allo stomaco, ricorda: «Ci ho passato tutta la mia adolescenza lì dentro, anche più».
Ruspe attive e mattoni che cadono: è partita infatti la demolizione della struttura della discoteca dei sogni di migliaia di umbri, cittadini, studenti di tutta Italia e diversi amanti della vita notturna delle regioni limitrofe che il giovedì e il sabato lo passavano in pista all’Etoile 54.
Chiusa già da anni, ma simbolo di notti indimenticabili, musica di successo degli anni Ottanta e poi a salire fino al 2000, primi amori, nuove amicizie, brindisi, school day, balli, cori, giacche e minigonne di tante generazioni che lì si sono incrociate e che lì hanno lasciato, per motivi diversi, un pezzo di vita e di cuore. Se ne va l’Etoile lasciando in bocca a tutti un sapore amaro e quella sensazione nostalgica che riporta l’immaginario collettivo un’immagine di tempi felici in cui tutto era spensieratezza. Come successe per il Quasar o per la Villa. Simboli di un mondo che non c’è più.
Molti i commenti che animano il web. Tra gli altri: «Anche se fingi che i tuoi anni non passino mai – scrive Carla Casciari – la cronaca ti riporta improvvisamente alla cruda realtà».
O anche, a dimostrazione di un’emozione bipartisan: «La storica discoteca Etoile 54 non c’è più. Iniziata la sua demolizione – si legge sul profilo di Marco Squarta -. Un pezzo di storia di Perugia tra gli anni Ottanta e Duemila. Ricordi con nottate indimenticabili. Mi dispiace per gli adolescenti di oggi che neanche possono immaginare cosa si siano persi».
«Ci andavamo il sabato, ma, secondo i periodi, anche il venerdì o la domenica sera – scrive invece Gian Luca Laurenzi, presidente della Fondazione di partecipazione Umbria Jazz – Ma l’Etoile della mia generazione era la domenica pomeriggio, quando centinaia di motorini dopo il pranzo domenicale si riversavano verso il piano. Nel tardo pomeriggio si tornava su in gruppone, che se arrivavi tardi per cena erano legnate. Il passaggio a livello sotto la Colonnetta era puntualmente chiuso ed allora si cercava di trovare ed affiancare, in mezzo a tutti quei motorini, il Sì di “quella carina dell’Alessi”, che però manco ti si filava. Addio Etoile 54 e grazie».

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