Sui posti letto del nuovo Santa Maria l’alleanza Pd-M5S finisce in rianimazione

Scontro sulle dimensioni del nuovo ospedale. Per i Dem ci vogliono 450 posti, per i Cinquestelle 600

TERNI – Non c’è l’ubicazione e non c’è il piano finanziario. Per il nuovo Santa Maria di Terni c’è solo tanta confusione. La nebbia regna sovrana, nonostante il sole cocente dell’estate. A rendere tutto più nebuloso, persino i contorni della nuova struttura sanitaria pubblica. Le forze che governano la Regione dell’Umbria, si dividono sulle dimensioni del nuovo ospedale. Per il Pd sono sufficienti 450 posti, per il Movimento 5 Stelle ce ne vogliono almeno 600. Non è solo una questione di numeri, ma di visioni completamente opposte: il Pd provinciale nei giorni scorsi ha parlato di ospedale diffuso, con 450 posti a Terni e 150 a Narni-Amelia. Di due ospedali nuovi di zecca fortemente integrati tra di loro, con una unica gestione, quella dell’azienda sanitaria di Terni. Messa fuori gioco, dunque la Asl; e Narni-Amelia pensato esclusivamente come ospedale di supporto a quello della Conca. Un progetto che consente di evitare  doppioni e sovrapposizioni che, a pochissimi chilometri di distanza, sarebbero davvero ridicole.

A pochissime ore dalla presentazione del documento dei Dem, ecco che interviene il Movimento Cinque Stelle. E suona una musica in parte diversa. Scende in campo Claudio Fiorelli, che oltre ad essere consigliere comunale è anche un anestesista rianimatore del Santa Maria di Terni.

Per Fiorelli e company, Terni deve continuare ad essere un ospedale di alta specializzazione con 600 posti letto, dotazione adeguata al territorio ternano e capace di rispondere alle esigenze dell’Orvietano, dello Spoletino, del Viterbese e del Reatino. I 600 posti, dunque, accompagnati da una sanità di qualità, un grande attrattore per rilanciare l’ospedale di Terni anche come elemento di sviluppo economico del territorio.  Le divergenze sulle dimensioni del nuovo Santa Maria, aumentano la confusione all’orizzonte e rendono più difficoltosa non solo la progettazione della struttura, ma anche la definizione del nuovo piano sanitario regionale.

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