TERNI – «Il Comune di Terni acquisterà e metterà in funzione 500 orologi astronomici di tipo “Perry manual” su altrettanti quadri di comando dell’illuminazione pubblica per ottenere un risparmio nei consumi dell’energia elettrica». L’annuncio di fine ottobre dell’assessore Orlando Masselli rimane appeso. Il 2 novembre Umbria7 riporta la notizia del provvedimento della giunta Latini. «Una delibera – spiega allora Masselli – che introduce l’abbattimento dei consumi mediante strumenti che consentono una rimodulazione degli orari di accensione, con gestione affidata ad Asm».
E sempre Masselli a Umbria7: «Accanto a programmi di riqualificazione energetica di carattere ordinario, come il miglioramento tecnologico mediante l’installazione di corpi illuminanti a led, per cui l’ente ha messo a frutto i fondi di Agenda Urbana, è emersa chiara l’esigenza, come per tutti i Comuni italiani, di fronteggiare tale aumentato di fabbisogno con provvedimenti straordinari volti a diminuire i consumi elettrici dell’illuminazione pubblica, che incidano sul regime di funzionamento orario della rete così da diminuire i kWh consumati». Ma con una previsione di sforamento di due milioni di euro per le bollette, Palazzo Spada non muove ancora un “lume”. Infatti i 500 orologi finiscono nel mucchio delle operazioni annunciate e non andate a buon fine. «Gli orologi non sono stati montati perché manca l’atto amministrativo che li regolamenta».
Quella esecutiva, per intenderci. In un comunicato stampa del 3 novembre, sempre Masselli parla di una spesa di 75mila euro che ne farebbe risparmiare tanti di più in pochissime settimane. Solo che non si vedono. Invece dà quasi fastidio agli occhi tutta quella luce in piazza della Repubblica, ribattezzata “Las Vegas”.


