La grande fuga dalla Uil

Risposta dei ribelli all’accentramento su Perugia e al commissariamento

 di Redazione

TERNI – È ormai fuga dalla Uil, dalla funzione pubblica sempre più dilaniata dallo scontro tra Terni e Perugia. In queste ore è arrivata la risposta al progetto di regionalizzazione che porta alla soppressione dell’autonomia della segreteria ternana e al commissariamento. Un colpo di spugna a una organizzazione con oltre mille iscritti che a Terni vanta una percentuale del 50% all’interno del comparto della Funzione Pubblica. Fuga e trasloco nel Csa che ora diventa leader in diversi luoghi di lavoro. Lo smottamento è iniziato dalla Rsu del comune di Terni. Dove solo qualche mese la Uil aveva trionfato nelle elezioni Rsu raccogliendo 7 dei 15 componenti. Ora tutti e 7 gli eletti sono confluiti nel Csa il quale aveva 1 consigliere già di suo. Il Csa dunque con gli ex Uil ottiene quindi la maggioranza assoluta. La nuova compagine vanta una rappresentanza mai avuta da alcuna organizzazione sindacale.  

Questo trasloco si accompagna al passaggio degli iscritti, centinaia, dalla Uil  al Csa.«Siamo di fronte – dichiara Giovanni De Angelis, coordinatore regionale del Csa – a un fatto storico per il sindacato del comune di Terni in quanto per la prima volta una organizzazione  ottiene la maggioranza assoluta nella RSU e in termini di iscritti. È anche la prima volta che un sindacato autonomo come il Csa da solo supera Cgil, Cisl, Uil messe insieme. La Uil, da diversi anni sindacato maggiormente rappresentativo nel Comune di Terni, non ha più alcuna rappresentanza nella Rsu della città capoluogo».  Alla soddisfazione di De Angelis si aggiunge quella di Stefano Lulli, della segreteria nazionale Csa Ospol che dà il benvenuto agli ex Uil garantendo il pieno sostegno e supporto anche all’azione sindacale sul territorio

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