S.P.
TERNI – A vedere la classifica Perugia e Ternana sono alla ricerca di punti preziosi. A vedere tutto il resto sono alla ricerca di molto altro. Innanzitutto di proprietà calcistiche definite, di stadi nuovi, di investimenti e di salti di qualità.
Una volta il derby era di facile lettura: la colta contro l’operaia, la bellezza antica contro la ricostruzione del dopoguerra, i mille marchi contro la mono produzione, la città delle tante lingue contro quella del “Lu”, il capoluogo di regione contro il capoluogo di una provincia ritenuta troppo stretta.
Diversità profonde tenute insieme dall’Umbria cuore verde d’Italia, dall’Umbria un po’ Toscana un po’ Emilia Romagna, dall’Umbria che si sentiva unita nel vedere netti i confini con il Lazio.
Ora le città delle certezze non ci sono più. Ed è tutta una ricerca: di nuovi ruoli nelle dinamiche dell’Italia centrale, di produzioni, di vocazioni, di nuovi gruppi dirigenti, di nuovi anticorpi.
Una ricerca a tutto campo che riguarda condottieri, alleanze, visioni. Nella consapevolezza che i rapporti di ieri non funzionano per il domani. E che le partite in ballo sono tante e che c’è anche qualche derby: la sanità, le infrastrutture strategiche, i rifiuti, la gestione dei servizi pubblici.
Tante partite da giocare, peraltro in un campo dalle strisce meno nitide, in una Regione forse un po’ meno Toscana e un po’ più Lazio.
Intanto Perugia e Terni per un pomeriggio si ritrovano a stretto contatto per giocare a pallone.


