Spaghetti alla carbonara
Spaghetti alla carbonara

A Monteleone di Spoleto non vogliono storie: «La carbonara è nata da noi»

L’acceso dibattito culinario. Il sindaco del borgo Marisa Angelini: «Siamo noi la vera patria»

MONTELEONE DI SPOLETO (Perugia) – La carbonara è nata a Monteleone di Spoleto. A sostenerlo a gran voce è tutto il borgo. Continua il dibattito sulla paternità della squisita specialità che fa impazzire milioni di appassionati in tutto il mondo.

Né Roma, né Stati Uniti e nemmeno Umbertide come aveva decretato a “La vita in diretta” su Rai1 la scrittrice umbra, Barbara Alberti.

La paternità tutta monteleonese della carbonara (così come quella di un altro primo da leccarsi i baffi come gli strinscinati) viene rivendicata dal sindaco del piccolo paese, Marisa Angelini, che elenca le seguenti motivazioni: «La contesa non esiste, chiunque ha un palato dal gusto legittimo ama gli strascinati ed ama la carbonara, leggera variante di questo piatto ricco e succulento. Monteleone di Spoleto ne è la patria. Non si discute. Proprio così, non ci sono ne diatribe con i paesi vicini ne contese, la storia è storia. Che i fratelli Vitelli ,Capitani di ventura abbiano saccheggiato Monteleone di Spoleto nell’anno 1494  è storia, che Monteleone di Spoleto ha resistito all’assedio è storia. Che i Capitani Paolo e Camillo con al seguito 400 fanti abbiano avuto fame questo è lecito pensarlo. Che un paese di montagna dove il nino è allevato ad ogni portone oltre ad essere la tradizione è sopravvivenza. Il resto è anche storia».

La carbonara, rivendica Angelini, viene anch’essa da Monteleone di Spoleto: «E’ un piatto con una leggera variante – spiega – ma pur sempre il piatto ricco e calorico dei minatori di lignite, e dei carbonari che sulle montagne nelle carbonaie producevano carbone. Carboidrati  della pasta e proteine della carne e dei derivati  uova e formaggio. Un piatto bilanciato diremmo oggi, e completo. I carbonari nel primo ‘900 durante l’emigrazione impiantarono anche botteghe a Roma dove  rifornivano di carbone la città e ancora oggi, in alcuni quartieri della capitale, troviamo una concentrazione di monteleonesi, che continuano la tradizione del commercio in maniera più  evoluta e troviamo empori».

Come precisa il sindaco «anche le trattorie presenti a Roma gestite dei monteleonesi cucinavano gli strascinati e la più recente  carbonara perché erano i piatti della tradizione e perché come tutti gli emigrati si portavano dietro i sapori della propria terra.  I famosi tre scalini di Roma, di piazza Navona, dove si cucinavano e si cucinano ancora oggi gli strascinati e la carbonara per semplificare il nome del piatto, sono originari di Monteleone di Spoleto. La famiglia Ciampini, che ha anche impiantato il famoso bar pasticceria con annesso ristorante in San Lorenzo in Lucina, sono stati premiati nell’edizione della Fiera di San Felice nel 2019 a Monteleone di Spoleto con il premio “Ambassador gusto italiano nel mondo”».

Che pace sia. Senza dubbio davanti a un piatto di carbonara.

Massimo Zangarelli

In ricordo della mamma che non c’è più dona 100 libri per bambini alla comunità

Tempo che fu: Salto del Cieco, storie di vita raccontate attorno al fuoco