TERNI – Nella lista civica Noi per Terni a sostegno di Stefano Bandecchi, un esponente della società civile: Danilo Pirro. Un architetto che è anche un grande conoscitore della storia della città e che ha scritto vari saggi e promosso iniziative culturali di livello nazionale. A Pirro rivolgiamo le tre domande di Umbria7.
Lavoro, quale è la ricetta per il rilancio dell’occupazione?
«Il rilancio del lavoro può passare attraverso due livelli, il primo è quello di rendere, come è sempre stato nella storia di Terni, la città attrattiva per l’insediamento di nuovi complessi industriali. Questo puntando essenzialmente sulle infrastrutture al servizio della logistica ovvero, potenziamento di strade, ferrovie e aeroporto. Accanto a questo creare uno sportello comunale ad hoc per l’insediamento di nuove imprese, in sinergia con Confindustria, Camera di Commercio e Arpal. Il secondo livello è quello di rendere i ternani “capaci di creare” nuove imprese e in questo è fondamentale investire in formazione, creando ad esempio un campus ad hoc che faccia formazione, e allo stesso tempi ci siano degli incubatori per nuove “start-up”, con particolare orientamento alle nuove tecnologie. Questo coinvolgendo le imprese locali, le università e gli istituti tecnici. Un modello da seguire è quel di H-Farm a Treviso, ma anche quello di Luiss enlabs che sono delle eccellenze a livello nazionale. La cultura deve diventare la leva del lavoro per tutti. Una cosa fondamentale ed innovativa che ha previsto Bandecchi nel suo programma è “La città dell’amicizia”, un luogo di occupazione e socialità per coloro che hanno delle disabilità e che sono esclusi dal mondo del lavoro. Ritengo che invece tutti siano una risorsa per Terni. Penso a quante famiglie hanno un figlio, futuro cittadino, con delle disabilità e si vedono negati ogni possibilità di inserimento nella Società in base alle proprie peculiarità. In tal senso invito a prendere in considerazione modelli di successo come quello di PizzaAut, che inserisce ragazzi autistici nel campo della ristorazione o quello di “Scuola Futuro Lavoro” di Milano che inserisce ragazzi “Asperger” nel mondo delle professioni, a dimostrazione che “diversità” è risorsa».
Tasse, quali sono le bollette che potrebbero essere tagliate e come?
«Le tasse possono essere tagliate solo a fronte di nuove entrate, nuove imprese nuove entrate, ma anche come ha indicato Bandecchi attraverso la ridefinizione dei canoni della concessione idroelettrica di Marmore, una questione annosa, mai risolta a favore della comunità ternana. Attuare una politica seria di gestione energetica sostenibile di tutti gli edifici del comune di Terni, per abbassare in primis i costi delle bollette “interne”. Poi promuovere con un apposito sportello comunale tutti gli strumenti messi a disposizione dallo Stato e dalla Regione per le famiglie e per le attività produttive per abbattere i costi energetici. Per quanto riguarda i rifiuti, premiare chi svolge correttamente la raccolta differenziata, con incentivi, che in questa situazione di dissesto, possono essere biglietti bus, parcheggio, per il teatro, musei, e eventi organizzati dal Comune. Si spera in un futuro che la virtuosità dei cittadini possa essere premiata con sconti in bolletta».
Su tema delicato della sicurezza, quali strumenti dovrebbero essere messi in campo secondo lei?
«La sicurezza si produce creando lavoro, un ambiente attrattivo, ben curato, e inclusivo. Non basta solo la repressione o la prevenzione consistente essenzialmente nei sistemi di videosorveglianza. Queste sarebbero le premesse. L’amministrazione comunale deve ridare ruolo alla polizia municipale e ai suoi distaccamenti più periferici, permettere l’utilizzo delle forze anche in notturno, creare un coordinamento fattivo con le altre forze di polizia. Resto però dell’idea che il tema della socialità, dell’inclusione, della cultura, in particolare per i nuovi arrivati a Terni, sia l’opzione principale per evitare emarginazione, marginalità, e di conseguenza propensione a delinquere».


