DI ARIANNA SORRENTINO
PERUGIA – Serve uno strumento – l’acceleratore lineare – costoso sì, ma che salva le vite di pazienti malati di leucemie acute. Più nel dettaglio: ne potrebbe salvare ben 5 al mese, vale a dire 60 persone in un anno. Questo, a fronte delle 24 che ne vengono salvate attualmente all’Ospedale di Perugia (2 al mese).
Più volte è stato richiesto, ma ancora i finanziamenti non si vedono arrivare. Così, dal Residente Chianelli e dai primari delle Strutture complesse di Ematologia e trapianto di midollo osseo parte un nuovo appello alle istituzioni. Lo dicono a gran voce e ne parlano in un incontro apposito dal titolo “Il presente e il futuro della Radioterapia e dell’Ematologia perugine tra difficoltà e riconoscimenti internazionali”. Un incontro al residence Daniele Chianelli dove sono intervenute diverse personalità, tra cui la professoressa Cynthia Aristei, direttore di Radioterapia, il dottor Maurizio Caniglia, direttore di Oncoematologia pediatrica, la professoressa Cristina Mecucci, direttore di Ematologia con Tmo, e Franco Chianelli, il presidente Comitato per la vita “Daniele Chianelli”. «Abbiamo un centro di eccellenza. Ora ci serve acquistare questo acceleratore lineare di ultima generazione che consente di effettuare 5 trapianti al mese garantendo il 75% di possibilità di guarigione negli adulti e il ben 90% di possibilità nei bambini», ha iniziato così il presidente Franco Chianelli. Il problema è che è difficile reperire i fondi. L’ultima risposta dalle istituzioni a novembre 2022: «Dicono che si stanno adoperando ma che è difficile reperire i fondi per questa attività – continua – La vita delle persone non ha prezzo. Quando arriva la malattia stravolge la vita delle persone e poter avere la possibilità di guarire e non farlo mi sembra una grossa ingiustizia».
Il problema è uno. «Se il trapianto non viene fatto quando è necessario, la storia della malattia può cambiare e i pazienti rischiano di morire», lo dice commossa il direttore di Ematologia Cristina Meucci – Sono preoccupata. Sono tanti mesi che ne parliamo e ho fatto tanti sforzi per spiegare perché è importante questo macchinario. Non riusciamo a fare le terapie che vorremo e che sono le migliori che possono essere fatte per i pazienti ad alto rischio». In tutto questo, l’incontro nella mattina di mercoledì 26 aprile prende le mosse dall’ultimo importante riconoscimento internazionale: «Oggi siamo a Parigi con il centro trapianti dell’Ematologia perugina, il nostro gruppo è stato invitato a presentare le novità del trapianto che viene fatto a Perugia – spiega Chianelli – Nel 1993 siamo stati i primi a fare il trapianto incompatibile tra genitori e figli, e il professor Martelli è stato il pioniere».
Al Forum, coordinato dal giornalista Leonardo Malà, hanno partecipato medici, persone comuni che hanno voluto condividere la battaglia del Comitato Chianelli e dei primari per l’acquisto dell’acceleratore lineare. Presenti anche numerose autorità tra cui l’assessore Cicchi, il questore di Perugia Bellassai e il Generale Iorio, comandante della Legione Umbria dei carabinieri. In rappresentanza della Regione il direttore generale alla Sanità Massimo D’angelo che alla fine della giornata ha promesso: acquisteremo il macchinario al più presto.
E così si attendono risposte. O meglio, i fatti.









