di Marco Brunacci
PERUGIA – L’obiettivo? L’azienda lo ha detto più volte e può essere sintetizzato così: «Generare più benessere per tutti e per i territori». La missione quotidiana: «Salvaguardare l’ecosistema vivente di cui tutti siamo parte». Per dirla con linguaggio economico: essere impresa sostenibile certificata, non ripetendo mantra, sfilando mentre si indossa lo slogan più di moda, ma compiendo atti conseguenti nelle strutture e nei modi di operare dell’impresa, come anche attraverso la ricerca e i prodotti.
Ecco il biglietto di presentazione di Aboca, fabbrica a Pistrino, Umbria, centro direzionale ad Aboca (piccola frazione di Sansepolcro, da cui prende il nome), Toscana.
Pochi numeri per chiarire e non tirarla in lungo: 300 milioni di fatturato, 1700 dipendenti complessivi, un reddito operativo che qualunque manager in questo Paese si sognerebbe di notte: 40 milioni.
Com’è stato possibile? L’azienda è farmaceutica e cura con le piante. Ma spende 15 milioni in ricerca ogni anno. Non maghi-merlino a spasso per i boschi, scienziati votati a cercare principi attivi nella natura, perché sia alleata (sempre di più) delle persone e contribuisca ad alleviarne disturbi e squilibri.
Aboca è anche un’azienda (eccezione da queste parti) che copre l’intera filiera della sua attività. Ridotto in uno slogan: dai campi alla pastiglia, ma curando perfino una parte della commercializzazione (alcune farmacie sono di loro proprietà).
Loro chi? Una famiglia che è un modello: Valentino, il fondatore dell’Azienda, ultimamente premiato col prestigioso riconoscimento dei 500 anni del Perugino per i meriti collezionati in una vita di intuizioni e idee operative, di continue conquiste.
La figlia Valentina, vicepresidente, che per la rivista Forbes è uno dei 100 direttori marketing migliori al mondo.
Infine Massimo, il figlio amministratore delegato, oggi in cabina di regia, per continuare a crescere, non solo in fatturati ma soprattutto in ricerca del benessere. Fino a spingersi ai confini dell’utopia, se necessario, ma sempre radicandosi nella ricerca più fondata e selettiva. Non favole, farmaci naturali.
Perchè Aboca torna a far parlare di sé? Per un record autentico, come autentici sono tutti i target raggiunti in questi strepitosi anni. Ecco: 55 milioni di euro di finanziamento ottenuti da Bnl e Unicredit a tassa agevolato, essendo Aboca un modello di sostenibilità (e a questo la grande finanza di tutto il mondo guarda con la massima attenzione), che l’Azienda ha appena finito di restituire dopo appena sei anni. E questo promuovendo crescita, ma non tumultuosa, equilibrio nella ricerca, negli investimenti, nella produzione.
Motivi per cui Aboca è stata tra i protagonisti dell’evento promosso dalla Regione Umbria sulla sostenibilità, che in Umbria (e zone molto limitrofe) può trovare il terreno più fertile, l’humus sul quale germogliare, con i tempi e i modi più idonei. Questo è il progetto.


