di Marco Brunacci
PERUGIA – Liste d’attesa. sono finalmente arrivate le prime telefonate a chi era in fila da mesi e mesi, nel pacchetto delle 74 mila prestazioni non evase dal Servizio sanitario.
La macchina si è messa in movimento. Le ultime formalità sono state espletate.
È diventata operativa la decisione di “distrettualizzare”, cioè di erogare la prestazione all’interno del distretto di residenza del cittadino paziente, per chi ha più di 65 anni, per chi è malato oncologico e per i disabili. Con questa misura si viene incontro all’esigenza delle persone più deboli e in difficoltà di non doversi mettere a girare l’Umbria per avere una prestazione sanitaria. Il riconoscimento di questo diritto, che sicuramente verrà accolto con favore delle tre categorie che sono state esplicitamente richiamate, ha comunque un effetto collaterale: le 74 mila prestazioni diventano – con calcolo nasometrico – poco meno di centomila, dovendo rispettare questo criterio.
È chiaro che il limite del 31 luglio per tornare in pari con le attese difficilmente potrà essere rispettato, ma per molti anziani e malati oncologici come per i disabili questo correttivo era da considerarsi indispensabile.
Per far funzionare il meccanismo “distrettualizzato” sarà fondamentale un apporto delle strutture private che garantisca il massimo dell’efficienza.
Ma il solo fatto che sono arrivate ai cittadini umbri le prime telefonate da parte di Asl e ospedali è da rimarcare. Insieme alla riunione che si terrà domani, venerdì 16 giugno: il primo check fatto dopo la partenza del piano.
Verranno presi in esame i primi numeri, le eventuali criticità da rimuovere, i modi per trovare, come dire, “una velocità di crociera” che sappia contemperare le esigenze di tutti con una sufficiente rapidità nell’erogazione del servizio.
E comunque – questo almeno va detto – finalmente la barca va.


