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«Stefano Bandecchi è incompatibile con la carica di sindaco di Terni»

Il Segretario comunale, in 18 pagine, fissa i motivi del conflitto di interessi tra il presidente della Ternana e il primo cittadino. Ora la parola al consiglio comunale

TERNI – Diciotto pagine che evidenziano tutte le incompatibilità tra il sindaco di Terni Stefano Bandecchi e il presidente della Ternana calcio Stefano Bandecchi. Diciotto pagine a firma del segretario generale Noemi Spagna Musso, che cita il Tuel e numerose sentenze dei Tar, della Suprema Corte di Cassazione, del Consiglio di Stato.

A leggere le argomentazioni prodotte dal segretario generale non ci sono dubbi: Bandecchi non può essere sindaco e contemporaneamente presidente della Ternana, perché ci sono almeno tre circostanze che evidenziano – sempre a detta del segretario – un palese conflitto di interessi. Bandecchi si troverebbe nella condizione di essere controllore e controllato. Il sindaco dovrebbe controllare che il presidente della Ternana ottemperi a i contratti in corso tra il Comune e la società di calcio.  Perché –  dice in sostanza il  segretario – Bandecchi è sia portatore di interessi privati che amministratore pubblico che deve vigilare e tutelare l’interesse della collettività.

Ci sono almeno tre questioni aperte: l’utilizzo da parte della Ternana dello stadio di proprietà comunale; il progetto, con annessa variante urbanistica, della clinica-stadio; il centro di allenamento Ternanello che vede anche in questo caso beni comunali e variazioni dello strumento urbanistico.

Per quanto riguarda il Liberati, in questo momento il sindaco di Terni è colui che concede la struttura sportiva alla Ternana calcio che è di proprietà di UniCusano, amministrata da Stefano Bandecchi. La concessione dello stadio è regolamentata da precise disposizioni normative e non può far capo a soggetti che abbiano contemporaneamente interessi e responsabilità di verifica e controllo. Sul progetto che dovrebbe portare alla realizzazione dello stadio e della struttura sanitaria in convenzione, l’interesse dell’investitore, pur essendo legittimo, è manifesto.   Analogo discorso per Ternanello. In estrema sintesi, laddove ci sono interessi privati non può esserci la funzione di amministratore pubblico. Questo vale, sempre scorrendo la relazione del segretario, sia per i consiglieri comunali che per il sindaco. La relazione puntualizza tutte le fattispecie contrattuali che intercorrono tra il Comune e la Ternana ed evidenzia con precisione quali siano in tutte le circostanze le incompatibilità che si determinano dai rapporti in corso.  La relazione si avvale dell’apporto dei dirigenti comunali che sovrintendono al patrimonio, agli strumenti urbanistici, alle procedure di project financing. Dai documenti dei dirigenti emerge il ruolo attivo della proprietà della Ternana. Un ruolo che va avanti da tempo e che non è mai cessato. Anzi. Si è chiaramente manifestato anche dopo il deposito  in Comune della candidatura di Stefano Bandecchi a sindaco di Terni.

Basteranno le 18 pagine a dichiarare incompatibile Stefano Bandecchi? No. Lunedì 19 la parola spetterà al consiglio comunale di Terni. Nell’assemblea è scontato che la maggioranza che fa capo ad Alternativa popolare respingerà le pregiudiziali poste dalla relazione tecnico amministrativa. Non basterà comunque il voto del consiglio. Quasi sicuramente la vicenda finirà nelle mani del tribunale civile che a norma di Tuel ha la parola definitiva. Resta da capire se a portare le carte in tribunale sarà qualche consigliere comunale, la prefettura, un qualunque cittadino.

Secondo il testo unico degli enti locali, qualunque soggetto può adire le vie legali. Certo, serviranno fogli di carta bollata e soprattutto tempo.

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