F.C. e A.M.
PIETRALUNGA (Perugia) – «Veniamo da due stagioni, 2021 e 2022, un po’ “aride perché anche il tartufo estivo ha bisogno di acqua. Quest’anno, mi dispiace per i vacanzieri e per gli amici ristoratori che non possono mettere le sedie all’aperto, ma la stagione del tartufo richiede questo. È come il nostro orto. Ha bisogno di essere innaffiato la sera e di un po’ di sole durante la giornata. Quest’estate sta seguendo perfettamente i canoni e, infatti, abbiamo tartufo estivo in grande quantità a prezzi praticamente dimezzati rispetto alla stagione passata». Così Giuliano Martinelli dell’azienda Giuliano Tartufi di Pietralunga – imprenditore umbro d’eccellenza del settore che del tartufo ha fatto il centro della sua attività lavorativa, nota ormai in tutto il mondo – racconta a Umbria7 come gli operatori dell’oro nero stanno affrontando la bella stagione appena iniziata.
Nel 2022, racconta Martinelli: «C’era stata una scarsità di raccolta incredibile. Quest’anno ci sono esemplari che nascono belli e alcuni sono addiirttura da 1,7 chilogrammi. Tutto ciò è segno di buon auspicio per il re che abbiamo in Umbria, ovvero il tartufo bianco che nasce a settembre. Adesso si prepara e si annaffia il terreno. Le spore iniziano a camminare con gli animali e grazie all’acqua rimangono vive».
L’auspicio per l’imprenditore è che «Il tartufo bianco segua le tracce di quello estivo e ci regali una stagione fantastica, non a cinquemila euro al chilo. Noi abbiamo bisogno di qualità e che i cavatori trovino tartufo. Abbiamo bisogno che la ricaduta sia su tutto il territorio, sia sul consumatore con un prezzo accettabile, che per noi che riusciamo a dire “sì” a tutti i clienti. Che sia quindi una stagione ricca di tartufo, profumato e buono».
Tartufo e turismo, un rapporto imprescindibile per chi visita l’Umbria
«Il tartufo rimane un grande veicolo turistico. Chi viene questa zona non può non ordinare un piatto al tartufo anche perché è diventato di modo e di uso molto comune. Lo scorzone, il tartufo che nasce nel periodo estivo, è “economico” perché si aggira sempre tra i 100 o i 150 euro al chilo. Quindi, è abbordabilissimo». Dieci grammi sono un euro e cinquanta «che è la dose da mettere nel piatto».
Il turista che arriva «può ordinare, con tutto rispetto, anche pesce o spaghetti alle vongole, però noi in queste zone il tartufo lo sappiamo cucinare e valorizzare. Soprattutto lo sappiamo proporre al cliente. Il tartufo, quindi, è un importante veicolo per la nostra cultura, per la nostra tradizione e per la nostra regione. Speriamo che nasca in quantità per accontentare tutti i palati, dai più semplici ai più fini».


