di Marco Brunacci
TERNI – Bastava una Pec al prefetto. È stata spedita. Se non ci sono altri intoppi, si inizia a fare sul serio. Come Umbria7 aveva chiesto.
Il sempre più speciale caso Terni, dovrebbe finalmente diventare una questione giuridica da risolvere nelle sedi competenti, in applicazione di leggi molto chiare.
Anche in presenza del silenzio assordante di centrodestra e centrosinistra.
Il tema: l’incompatibilità dell’attuale sindaco Bandecchi.
I tempi per risolvere la questione potrebbero essere più o meno celeri, ma dato che nella Pec (il cui testo riportiamo qui di seguito) si fa riferimento all’eventualita’ di un reato penale grave (la cui sussistenza è ovviamente tutta da verificare) che è quello di usurpazione di funzione pubblica, è chiaro che tutti avranno interesse a rendere rapida la procedura.
Ora ognuno dei protagonisti potrà far valere le proprie ragioni.
Basta spot. Basta lettere, più politiche che giuridiche, al prefetto, come quella che abbiamo pubblicato pochi minuti fa, del sindaco Bandecchi.
D’ora in avanti – se non ci saranno altri intoppi – solo tesi legali una di fronte all’altra. E si applichi la legge come si conviene in un Paese civile.
A Umbria7 in questa fase preme solo sottolineare tre punti:
1.Lettori, probabilmente ingannati da imbonitori, hanno mandato missive in redazione nelle ultime ore in cui cercavano di spiegare che la questione incompatibilità riguardava solo la Ternana calcio e quindi era risolta con la vendita. Una evidente falsità. Basta leggere quanto scritto dal Bandecchi nella sua lettera al prefetto. Senza altro aggiungere.
2.Volessimo continuare con i toni leggeri dello show potremmo dire che a leggere Bandecchi un sospetto viene: che sia peggio la toppa (la sua lettera al prefetto) del buco (il pur tranchant parere del Ministero dell’Interno)?
Ma ora la questione si fa seria e tutta giuridica. Che vinca la legge.
3.La lettera di Bandecchi ci conferma che abbiamo tutti letto lo stesso parere del Ministero dell’Interno, quello che citava la società Ping Pong. Quindi poneva una questione molto seria di potenziale conflitto di interessi.
Se la procedura può finalmente partire, come sembra, si chiarirà tutto. Ragioni e torti. Pronti a prenderne atto.
Bandecchi, dopo aver affermato in un video, che avrebbe preso l’80% dei voti se si tornava alle urne, ha deciso di restare al suo posto. Avrà di sicuro i suoi buoni motivi. È il momento di dimostrarli.



