Inside/Il Ponte sullo Stretto è per ora solo uno spot, Salvini ha bisogno di progetti subito: sale l’ottimismo per le stazioni di Collestrada e Media Etruria

Nell’incontro tra il ministro alle infrastrutture e leader leghista e la presidente Tesei, con Melasecche, un disco verde per due realizzazioni possibili in tempi ragionevoli e che cambiano la vita agli umbri

di Marco Brunacci

PERUGIA – Salvini ci sta riflettendo. E l’inside è servito. Dopo l’incontro tra il ministro alle infrastrutture e leader leghista con la presidente della giunta regionale umbra Donatella Tesei e l’assessore al ramo Enrico Melasecche, le grandi opere potrebbe partire, a gran velocità, iniziando dal centro Italia, con i progetti ai quali sta lavorando l’Umbria, in esclusiva o in partnership.
Che succede? Salvini ha bisogno di accelerare sul piano delle infrastrutture italiane. Il Ponte sullo Stretto è uno spot, una cartolina. Ci vogliono un paio di decenni per realizzarlo.
Salvini è fortunato se riesce, non tanto a dare il primo giro manovella, ma solo “il ciak si gira” al film del Ponte.
E allora un po’ di realizzazioni concrete si devono fare altrove. I due progetti che riguardano l’Umbria sono a disposizione.
Si tratta di due stazioni ferroviarie.
La prima a Collestrada, versante Lidarno. Costa 80 milioni, è decisiva per il definitivo lancio dell’aeroporto nel jet set nazionale e che magari presto prenderà il posto di Ciampino. Ma anche fondamentale per un’altra realizzazione che l’Umbria ha in canna: un Centro espositivo di riferimento interregionale sulla base dell’attuale Umbriafiere. Quindi una risistemazione di quel che c’è – i padiglioni espositivi attuali – più l’aggiunta di un auditorium ipertecnologico di livello nazionale.
Se non è facile far capire quanto sia anche ternano l’aeroporto San Francesco, per Umbriafiere è tutto più facile. Ha una posizione strategica per tutta l’Umbria e può diventare un punto di riferimento per l’intera Italia centrale
Detto per inciso: sia l’aeroporto che Umbriafiere avranno un futuro di successo solo se si interviene con investimenti regionali immediati. Magari in diversi step. Intorno a 7 milioni per ciascuna delle strutture.
Ora la seconda stazione, questa sì, davvero decisiva per tante partite. Parliamo di quella per l’Alta velocità che deve essere realizzata nella Media Etruria (a Farneta, l’unico sito che abbia una logica).
Realizzarla costa 200 milioni.
Ma significa soprattutto fare una scelta di campo: è necessario che a Roma e Firenze, le due città attualmente di riferimento per l’Alta velocità, prendano atto che è necessario dare uno sbocco anche al resto del Centro Italia. Questa scelta non fa felice neanche il Nord, quindi resistenze ci saranno, ma il ministro Salvini per l’una e per l’altra realizzazione ha mostrato molto interesse.
Un via libera? Qualcosa di molto simile. Fatto sta che c’era ottimismo nella delegazione umbra. Mentre osservatori fanno notare che comunque il ministro ha necessità di mettere a terra progetti. E questi due sono a un passo dal via. I frenatori, fiorentini o romani o del profondo nord, non hanno poi così tante frecce a loro arco.
Naturalmente non si può pensare ancora ai tempi per porre la prima pietra. Ma il disco verde per un progetto esecutivo può arrivare da qui un anno. Con tanto di finanziamento stabilito. Ecco un ulteriore buon motivo per essere ottimisti.

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