«A Terni serve pace, non la guerra»

Andrea Bassanelli spiega i motivi del suo addio al partito di Bandecchi. I contrasti con Corridore

R. T.

TERNI – La fine della guerra lontanissima. Non solo in Ucraina. Il “Ciaione” di Andrea Bassanelli al partito di Bandecchi ha scatenato una raffica di colpi, non proprio arerei, da parte di sindaco e vice sindaco. «Questo modo di fare politica, basata sempre sull’attacco diretto e personale, è uno dei motivi che mi ha portato ad abbandonare quel progetto» –  dice Bassanelli. E contraccolpi. In fondo il motivo principale dell’allontanamento di Bassanelli è «l’aggressività e la slealtà». 

«Quando ho salutato Ap ben 9 consiglieri di maggioranza e due assessori mi hanno scritto per testimoniarmi la loro vicinanza». «Alcuni di questi si sono poi raccomandati di non divulgare quanto manifestato per paura di ripercussioni» – ancora Bassanelli che ricorda la vicenda Diamanti (il capo ufficio stampa del Comune che adesso si ritrova a svolgere un lavoro diverso da quello giornalistico, trasferito all’ufficio sport).

Bassanelli scoperchia il vaso di Pandora: «Ho fatto sì che Bandecchi vincesse questa campagna elettorale, anche se il risultato elettorale non è solo merito mio, ci mancherebbe, ma tutta la comunicazione e la macchina organizzativa sono state fino al primo turno sotto il mio coordinamento senza alcun problema». Sulla questione Terni Reti: «Non era la carica di amministratore di Terni Reti che mi era stata promessa (si dice che fosse la  delega al turismo che invece si è voluta tenere Corridore per poi passarla alla Bordoni, ndr). Ad ogni modo i toni sempre esasperati e troppo personali non erano più “gestibili”. Corridore e Bandecchi sempre “contro” tutto e tutti. La Politica è l’arte della mediazione non certamente dello scontro perenne e della campagna elettorale continua e sempre con toni via via più esasperati. In sostanza, il commento duro alla fonte di Umbria7 –  «in Ap chi sbaglia paga e viene estromesso» – è : «Io non sono stato estromesso. Me ne sono andato subito dopo la vittoria e non ho mai rilasciato alcuna dichiarazione o alcun commento negativo. Una mia partecipazione ad una trasmissione sportiva in una TV locale ha fatto precipitare la situazione da “separati in casa”. Ma così vanno le cose. Anche i matrimoni finiscono, figurarsi situazioni come queste dove alla base non c’era neanche una conoscenza o un’amicizia, che il sottoscritto aveva con il vice coordinatore comunale, l’avvocato Marco Ravasio, che mi chiamò per occuparmi professionalmente dell’ufficio stampa dell’allora nascente campagna elettorale. Il vero vulnus in AP è la struttura assolutamente verticistica e priva di democrazia interna. Un partito che non prevede da statuto né  congressi né  occasioni di costruzione dal basso della classe dirigente, è un partito destinato a vivere solo di cooptazioni e di allontanamenti, esattamente come sta avvenendo. La cosa che più mi rattrista però è la ingratitudine di alcune persone che da me hanno avuto sempre e solo parole di conforto e di aiuto… ma, mia nonna mi diceva, l’ingratitudine umana è grande quanto la gratitudine di Dio».

Come direttore generale di AM Terni Television, Bassanelli manda un messaggio al sindaco: «Posso rassicurare Bandecchi che farò il mio lavoro nell’interesse dell’editore, come ho sempre fatto con professionalità in tutta la mia vita, come ho fatto anche con la campagna elettorale del sig. Bandecchi, condotta sempre con la massima professionalità. Non è però tollerabile che qualcuno possa insinuare che il sottoscritto possa lavorare se non nell’interesse dell’editore e per il bene dell’emittente, che garantisce la libera informazione e la libertà di stampa, come sanciti dall’art. 21 della nostra bella Costituzione.

Non è altresì tollerabile giocare con termini come distruggere dall’interno gli organi di stampa “che non si solo allineati”, come Il Messaggero, AM  Television  e Umbria7. Questo pensiero è indice di intolleranza e riporta alla memoria pagine del nostro passato che tutti pensavamo relegate ormai alla Storia e non all’attualità»

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