TERNI – Ferranti (FI) interroga la giunta Bandecchi sulle luminarie, Parca (Ap) risponde. A parte l’anomalia, la notizia(buonissima) è dal prossimo 12 novembre fino al 28 febbraio 2024, a Terni sarà Natale. E che Natele!
Parafrasando De Andre’ Parca tranquillizza Ferranti e tutti coloro che pensavano di passare un Natale al buio. Comunicando «ai cittadini che Terni sarà illuminata, attrattiva e splendente come non mai a partire dal prossimo 12 novembre e fino al 28 febbraio del 2024 con un programma di eventi che comprenderà fiere itineranti e spettacoli che animeranno tutta la città, borghi compresi». E ancora: «Sarà un lungo periodo di festa che porterà splendore per la città e per tutti coloro che, attratti dalla grande bellezza, vorranno visitarla. Terni si appresta a vivere da protagonista il prossimo Natale al pari delle grandi capitali europee. Siamo certi che il Ferranti saprà apprezzare il lavoro, già programmato, che l’attuale amministrazione è pronta a mettere in campo per scrivere il Natale più bello di sempre». E Ferranti, allora: « E’ un anomalia che ad atti d’ indirizzo politici ed interrogazioni replichi un dirigente di partito e non L ‘ assessore competente, ma debbo evidenziare nella logica dell’ opposizione costruttiva volta a perseguire l‘ interesse dei cittadini che se le criticità che segnalo vengono risolte significa che ho fatto centro ed ho ottenuto il mio obiettivo ». Francesco Maria ferranti, pochissimi giorni fa, ha evidenziato come per gli addobbi natalizi e le luminarie «l’ ex assessore alla cultura corridore non avesse presentato nessun progetto di evidenza pubblica ne bandi per reperire risorse e contribuiti anche da altre istituzioni ed ho evidenziato che a fine agosto si era già in grave ritardo». Ma una risposta arriva, ufficiale, dal coordinatore di Ap. E quanto dice Parca sarà davvero Tre volte Natale e festa tutto l’anno. Chi pagherà le luminarie resta un mistero. Se davvero la città inizierà a brillare non sarà merito di un soggetto che si aggiudica un bando, perché del bando non c’è traccia in alcuna stanza di Palazzo Spada.


