«La Zuccona è una statua da museo non da parco pubblico»

Per il critico d’arte Paolo Cicchini le reliquie del passato vanno custodite in teche: «Non possono rischiare di essere imbrattate»

TERNI –  C’è un quadro  di  Orneore Metelli del 1936, intitolato “Il dentista ambulante” , che ritrae le due sfingi in pietra collocate nel parco della Passeggiata.

Un olio su cartone esposto nel museo di arte contemporanea Aurelio De Felice dove, secondo il critico d’arte Paolo Cicchini, dovrebbero stare anche le statue che si trovano nel parco monumentale di Terni.  Un tema, quello della musealizzazione dei reperti storici, che torna attuale con i recenti fatti di cronaca: il danneggiamento alla fontana ottagonale della Passeggiata già oggetto di restauro da parte della Fondazione Carit,  le scritte su una delle due sfingi, la Zuccona. «In quel quadro –  evidenzia Cicchini  – Metelli ritrae la festa per l’arrivo del dentista ambulante facendosi cronista della sua epoca e documentando la Terni che non c’è più.  Nel quadro si vede benissimo la fontana distrutta per fare spazio al palazzo delle Poste di Cesare Bazzani, ai cui lati si scorgono le sfingi». «Terni ha subito la cancellazione della sua storia attraverso la guerra ma le reliquie del passato devono essere conservate in teche e non lasciate ai barbari». Cicchini è duro nei confronti di chi, persino la notte di Halloween,  vandalizza sculture come la statua in pietra della Passeggiata. Colorare di azzurro gli occhi della Zuccona «è da barbari», insiste. Poi torna sulla necessità di preservare le testimonianze del passato: «Le sfingi, se lasciate nell’area di verde pubblico della Passeggiata non rischiano solo di ospitare graffiti ma di subire i danni di chi, benevolmente, concorre al loro degrado solo toccandole». Certi reperti hanno il diritto di stare in luoghi riparati, secondo Cicchini.

Frana

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