POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il dg Duca: «Vantaggi anche per gli ospedali. Chirurgia? L’Università capisca che per noi esiste solo l’interesse del paziente e niente altro»
PERUGIA – La rivoluzione gentile inizia dagli infermieri. Ieri in decine hanno chiesto di sapere ad Aziende ospedale umbre e Asl se le notizie riportate da City Journal erano corrette.
Risposta: tutto confermato, a febbraio parte il nuovo piano che prevede infermieri impegnati sul territorio, che andranno a casa dei malati cronici. Gli infermieri sono l’unico comparto della sanità a corto di personale. Questo significa che partiranno assunzioni, come specificato dall’assessore Barberini. Quante? Il fabbisogno è da verificare, le risorse sono limitate, ma le assunzioni ci saranno e da prestissimo.
Il direttore generale dell’Azienda ospedale di Perugia, Emilio Duca, ci tiene a precisare dopo le anticipazioni di City Journal: «Il piano degli infermieri a domicilio è importante, anche se va chiarito che sono le Asl ad essere protagoniste con la medicina del territorio. Non penso che il piano avrà ricadute immediate sugli ospedali, ma nel giro di qualche mese avremo Pronto soccorso meno intasati e rischio barelle nei reparti prossimo allo zero».
Vuol dire che quando le famiglie si scambieranno informazioni sul servizio, quando qualcuno dirà: sai viene da me l’infermiere senza andare in ospedale per mio babbo o per mio nonno, finirà la sanità ospedale-centrica con vantaggi per tutti, ma soprattutto per gli ospedali?
«Dico che la strada da percorrere è questa perché seguire i malati cronici è una necessità adesso che la vita media si è molto allungata. E gli ospedali devono orientarsi invece a dare risposte sempre più appropriate nelle malattie acuite».
A proposito dottor Duca, questo caos a chirurgia che roba è? City Journal ha scritto che siamo a un passo dalle dimissioni di Bacci e dalla fuga di tanti chirurghi dal dipartimento. Lei che cosa dice?
«City Journal riferisce anche di una mia cena con alcuni chirurghi e molte altre persone, tra cui l’ex candidato al rettorato Oliviero, e qui dico che si trattava di una delle tantissime cene prenatalizie alle quali ho partecipato esclusivamente per ascoltare le questioni aperte».
Sì, ma Chirurgia?
«Mi lasci dire che l’unica riunione su Chirurgia, non una cena natalizia, che ho fatto mi ha trovato molto determinato nel dire in faccia a tutti che noi abbiamo un solo scopo: dare il miglior servizio possibile al paziente. Punto. Quindi se il rettore Moriconi indica nei modi corretti di legge un tipo di soluzioni per Chirurgia io ne prendo atto e nomino, come ho fatto, il più anziano ed esperto e titolato come facente funzioni: il professor Rulli. E ho detto chiaramente a Donnini che la questione della sostituzione di Noia al momento non si pone. E comunque è l’Università che deve chiarirsi le idee. E deve capire una volta per tutte che liti e beghe interne non vanno mai fatte pagare ai pazienti. Su questo fronte saremo inflessibili».
Parole sante dottor Duca.
Qui, l’intervista all’assessore alla Sanità:
Sanità 2018, ecco la rivoluzione gentile di Barberini


