In 600 contro le baby gang

Presentata a prefetto, questore e sindaco di Terni, una petizione perchè la città torni ad essere sicura: «Troppe aggressioni e accoltellamenti»

TERNI – “A Terni le baby gang terrorizzano la città”, “Terni sotto scacco delle baby gang”, “Terni criminale”, “Terni ostaggio delle baby gang”. Terni nelle prime pagine delle testate nazionali per settimane a causa di una escalation di aggressioni da parte di giovanissimi:  risse in piazza dell’Olmo e in viale Brin, accoltellamenti in piazza Solferino, rapine nelle via del centro e della movida. Con le famiglie preoccupate ogni volta che i ragazzi escono di casa il sabato ser. Con i genitori che si fanno promotori di una petizione indirizzata a prefetto, questore e sindaco di Terni, e che depositata oggi, 27 dicembre. «La città di Terni negli ultimi tempi ha assistito ad una serie di eventi di aggressione e violenza posti in essere da gruppi di giovani ragazzi che hanno suscitato anche l’attenzione di programmi di cronaca su canali televisivi nazionali. Tali incresciosi eventi – c’è scritto nella prima pagina del documento accompagnato da 600 firme –  hanno seriamente allarmato e preoccupato i cittadini i quali non si sentono tranquilli e tutelati a circolare nelle vie centrali della propria città in qualsiasi ora del giorno, in quanto molti di essi sono stati vittime di atti violenti. Per tali motivi la cittadinanza ha ritenuto opportuno promuovere una petizione, al fine proprio di sensibilizzare Le autorità su questo punto chiedendo una maggiore sicurezza e controllo nella città».

Il tentativo di suscitare  maggiore interesse da parte delle istituzioni, perché queste possano fare il massimo. L’avvocato Antonio De Angelis pubblica sulla sua pagina Facebook la notizia della consegna della petizione, auspicando «che venga dato seguito alla voce dei numerosi cittadini che hanno sottoscritto tale documento per chiedere l’aiuto delle Istituzioni affinché Terni possa tornare ad essere una Città tranquilla». Ecco, una città tranquilla. «Terni non lo è più – ribadisce De Angelis – e occorre che torni ad esserlo. Occorre che le persone si sentano di poter uscire di casa la sera». Invece molte rinunciano persino ad andare al cinema – il teatro non c’è da dodici anni in centro – o ad andare a cena da amici. Il ritorno a casa spaventa giovani e meno giovani che vivono nel centro città.

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