TERNI – Lo sgarbo, all’ombra del santo. L’assessora alla Cultura, Michela Bordoni, declina l’invito del vescovo Soddu alla conferenza stampa di presentazione delle manifestazioni valentiniane presso la curia, senza avvertire. Il Comune, per la prima volta assente (non partecipa neanche un consigliere delegato), nonostante il patrocinio, la tradizione, l’attenzione al santo da parte dell’amministrazione Bandecchi che dedica al patrono di Terni persino il Natale, intitolando il cartellone di eventi dal 12 novembre al 28 febbraio “Natale di San Valentino”. Tutto in nome di un amore diffuso che arriva nei borghi ma che si ferma prima di via del Vescovado, separando le iniziative di Palazzo Spada da quelle religiose. Sempre state differenti, ma anche sempre state rispettose le une delle altre. Complementari.
«Il tema che abbiamo voluto scegliere quest’anno – introduce il vescovo Soddu – è quello riportato nelle locandine: “Camminiamo insieme”. Cerchiamo di vivere questi eventi nel solco del percorso della Chiesa Universale che Papa Francesco ci sta dando e che non può non risentire di tutti gli effetti benefici che San Valentino ci da». Soddu indica il manifesto delle celebrazioni, dal 26 gennaio al 23 marzo, che fanno capo alla Diocesi e al comitato scientifico: «Guardate, San Valentino ha un volto». Restituire la giusta identità ad un personaggio celeste che ha subito una dematerializzazione e uno svilimento incompatibili con la sua portata storica e religiosa, è il principale obiettivo del comitato scientifico istituito, con decreto vescovile del 13 luglio 2022, da monsignor Soddu.



