POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La Sereni rinuncia e lascia libero il posto a Terni Senato, Camera Perugia dev’essere per un’altra candidatura al femminile (da fuori regione?). E tra tori e toreri c’è di tutto, perfino Renzi candidato qui al proporzionale
di Marco Brunacci
Il Pd si sta superando, siamo a un altro rinvio della riunione che dovrebbe decidere le candidature, in un clima che è di corrida. Per qualcuno è una sorta di mini-congresso quello che si sta svolgendo, con il segretario Renzi che insiste sui nomi nuovi per far spazio – accusano le minoranze – soltanto ai suoi.
Altri osservatori si spingono fino a dire che questa fase è propedeutica per la nascita del Pdr (Partito di Renzi), subito dopo le elezioni. Di sicuro nelle minoranze (Orlando ma anche Emiliano) c’è grande agitazione, come pure tra gli alleati (con Insieme e la Lorenzin più agitati degli altri).
Ma anche nelle componenti che pure si riconoscono nella maggioranza renziana (Martina e Franceschini) si cominciano a nutrire dubbi sulla reale volontà del segretario di arrivare a una lista di nomi condivisa. L’unico che gode in questa situazione molto rischiosa per la tenuta del Pd, dovrebbe essere Orfini, al quale vengono attribuite dagli avversari doti da cardinal Richelieu, per altro non sempre utili per raggiungere successi quando stava con Bersani.
L’Umbria è l’ultima nella lista degli impegni della segreteria in virtù di una sua duplice vocazione: intanto è irrimediabilmente piccola e in un sempre crescente numero di circostanze conta poco o pochissimo, ma nel caso del Pd è anche (forse ancora per poco) un prezioso scrigno di voti con un paio di collegi da considerare sicuri e con almeno 4-5 posti da elezione certa per cui sarà utile per far quadrare i conti delle liste. E quindi se ne discuterà quando le altre regioni sono sistemate. L’attesa è per un candidato nazionale paracadutato certo, ma due molto probabili.
Per il resto il caos regna sovrano. A restituire tutte le illazioni, le candidature avanzate, inciampate, cadute più o meno rovinosamente, le ipotesi di scambi e incroci, le invenzioni e le mosse diversive ci vorrebbero quattro fogli protocollo. Restiamo nell’ambito di un aggiornamento soft, dopo una giornata di estenuanti tira e molla, inutile come spesso succede quando si arriva alle curve che precedono la dirittura d’arrivo.
Bisogna intanto dar conto dell’ultima voce che vuole Renzi candidato al proporzionale al Senato in Umbria per spingere il veltroniano Verini dietro l’Ascani inamovibile. Vero? Falso?
Si fa anche il nome di un ex parlamentare Ds, ma davvero ci vorrebbe tanta fantasia per immaginarlo di nuovo in pista.
Poi bisogna dire che tutti stanno aspettando due donne del destino pronte a venire in Umbria, una al collegio della Camera di Perugia 1 (ma alla fine potrebbe essere confermata la cucinelliana Ginetti, premesso che la orlandiana Cardinali – con questi chiari luna per la minoranza – va considerata già sul bus per tornare a casa e ritenendo che la voce sulla candidatura della Casciari vada ritenuta una battuta spiritosa) e una a Terni al Senato, che potrebbe essere anche la sottosegretaria Bellanova visto che la Marina Sereni – lo afferma l’Ansa – preferirebbe a questo punto non ricandidarsi.
Punti fermi nei collegi Bocci e Rossi. Il pupillo della presidente Marini, l’uscente deputato Giulietti, non potrà mancare.
Va segnalato che su Facebook girano in sequenza tre dispacci che annunciano gli altrettanti rinvii della riunione decisiva per le candidature del Pd. Non esattamente un buon viatico per la campagna elettorale che già si annuncia in salita per il partito di Renzi.


