Ferdinandi già incassa l’appoggio di Italia Viva. E Camicia lascia il centrodestra

L’annuncio di Gnagnarini (Iv) con l’Udc che «si chiama fuori» . Leonelli: «Importanti movimenti in vista del ballottaggio»

PERUGIA – Chi incassa il primo endorsement in vista del ballottaggio dagli esclusi è Vittoria Ferdinandi.

La candidata del campo largo, infatti, riceve il sostegno di Italia viva fino a pochi giorni fa parte integrante della lista Perugia Merita a sostegno di Massimo Monni. Ad annunciare l’appoggio dei renziani a Ferdinandi è il segretario regionale di Iv, Massimo Gnagnarini: «La novità che emerge dalle elezioni amministrative è che, a partire dal capoluogo, l’Umbria è tornata ad essere elettoralmente contendibile – analizza – A Perugia la polarizzazione estrema tra le due candidate sindaco di destra e di sinistra ha penalizzato quella di centro sostenuta da Italia Viva. Qui l’elettorato di riferimento dell’area libdem ha preferito riversarsi su una lista ispirata da Azione collocata direttamente a supporto della coalizione di sinistra nella sfida contro la destra». Continua il segretario regionale di Iv: «Circa l’orientamento di voto al ballottaggio a Perugia per Italia Viva è facile, avevamo già escluso al momento della presentazione delle liste ogni coinvolgimento o appoggio alla candidata della destra. Ovviamente in caso di apparentamento formale al ballottaggio spetta al nostro candidato sindaco Massimo Monni condurre le consultazioni. Ne scaturisce un quadro politico perugino che apre uno scenario positivo per alleanze ancora più ampie in Umbria capace di rappresentare l’insieme dell’elettorato liberale, riformista e popolare».
Se il centrosinistra festeggia per il ritorno a casa dei renziani, dall’altra parte della barricata il centrodestra deve fare i conti coi mal di pancia di Carmine Camicia che di fatto si sfila dalla coalizione. Il capolista dell’Udc affida ai social il suo sfogo al termine della serata al Quattro torri che ha di fatto aperto la campagna per il ballottaggio di Margherita Scoccia: «Dopo tanti anni di militanza politica – scrive Camicia – per la prima volta vedo che si festeggia perché non si è perso. Di solito si brinda quanto si vince. Se al primo turno, dopo 10 anni di governo, non vinci, non dovresti festeggiare ma capire cosa sia successo». Quindi, l’annuncio inaspettato: «Un altro elemento alquanto imbarazzante, che mi costringerà a chiamarmi fuori da questo ballottaggio: prendere atto che un certo Parlavecchio già segretario politico del Pd del capoluogo umbro, intervenendo alle 4 torri rendeva noto di rappresentare tutte le forze minori del centrodestra, compreso l’Udc. Il sottoscritto che ha sempre lottato contro la sinistra non può essere rappresentato da uomini della sinistra. Anche perché si ritiene , che nel caso dovesse rivincere la loro ex coalizione, questi soggetti probabilmente non perderebbero un attimo per ritornare a casa propria». Esternazioni che sono costate a Camicia la rimozione da commissario del partito a Perugia e Corciano. Il sollevamento dall’incarico è stato deciso dal coordinatore regionale dell’Udc, Ermanno Ventura.

Esulta Giacomo Leonelli (Azione), che parla di «importanti movimenti in vista del ballottaggio». «A questo punto – insiste – possiamo dire che tutta l’area liberal-democratica (Azione, Più Europa e Italia Viva) che alle Europee e al primo turno delle amministrative si era divisa, oggi si ritrova insieme a sostenere Vittoria nel ballottaggio di Perugia. Bene così! #vinceperugia»

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