di Marco Brunacci
PERUGIA – Il lungo viaggio verso la Casa Rossa, un paio di passaggi nella destra preoccupata di dover cedere la storica abitazione della sinistra (l’ha tenuta per 49 anni su 54 complessivi) e che prova a studiare contromisure.
Segnaliamo infine un curioso dibattito tra i più navigati delle cose politiche umbre. Ha fatto un certo scalpore che un industriale del livello di Brunello Cucinelli, considerato con maggiori simpatie a sinistra, abbia fatto un endorsement sonante per la premier Meloni e per le sue scelte di politica industriale per il lusso e il made in Italy.
Un endorsement che ha addirittura conquistato il titolo principale di prima pagina del quotidiano espressione del centrodestra moderato, Il Giornale.
Come è stato letto l’endorsement in chiave umbra tra gli addetti ai lavori? In due modi:
a. Cucinelli, ascoltate certe voci, ha voluto mostrarsi super partes, come si conviene a un imprenditore umanista.
b. Cucinelli ha voluto bilanciare le sue preferenze a sinistra in Umbria, ora che la campagna per le comunali a Perugia è appena conclusa e quella per le regionali sta per partire.
Barrate la casella che ritenete giusta e facciamo un sondaggio al volo.
C’è un segnale che arriva da Roma che non è da sottovalutare per il cdx in ansia: il professor Marattin ed Enrico Costa, come dire i numeri due rispettivamente del movimento di Renzi e di quello di Calenda, ne hanno piene le tasche delle bizze dei loro leader, i quali non riescono a mettersi d’accordo su un progetto comune. Lo dissero un anno fa, insieme, in un dibattito a Perugia. Ora sono più che mai decisi a realizzare un raggruppamento liberaldemocratico di centro, mettendo all’angolo i due ego smisurati degli attuali leader.
Ci riusciranno? Non ci riusciranno? Al momento sono partiti lancia in resta, forti del naufragio alle Europee della perfetta accoppiata della sconfitta Renzi&Calenda.
Che c’entra l’Umbria? Il primo test elettorale del nuovo partito o movimento liberaldemocratico – ammesso che riescano a farlo decollare – potrebbero essere le elezioni regionali umbre di fine anno (Marattin qui ha casa e Costa è spesso presente).
Marattin non ha mai avuto parole gentili per le ammucchiate a sinistra e ha insistito molto per il distinguo (finito non bene) a Firenze. Costa ha mandato un post molto esplicito sullo schieramento di Azione a Perugia con la Ferdinandi: “questo non è il nostro campo”, con riferimento al campo super extra large che arriva tanto, ma tanto, a sinistra e ha, come coperta al centro, proprio Azione.
Naturalmente questo non vuol dire che il centrodestra potrà avere nuovi alleati, ma potrebbe comunque succedere che l’attuale campo extra large debba compattarsi a sinistra.
Sulla candidatura a presidente della Regione, il centrodestra riflette ed è il tempo della verifica, dei test, della consultazione della base elettorale. La decisione finale non è dietro l’angolo, ma verrà rinviata di poco. Tenendo presente che la decisione è tutta del livello nazionale, quindi Meloni, Tajani, Salvini. I quali hanno parlato e detto, per ora, Tesei.


