«La qualità dei servizi educativi comunali non è una priorità del Comune »

La nota del gruppo PD firmata da Francesco Filipponi 

 

TERNI – «Ancora una volta, per il secondo anno dall’insediamento, il piano assunzionale deliberato dalla giunta, del Comune di Terni per il 2024 penalizza pesantemente la direzione istruzione». Sono le affermazioni che si leggono nella nota stampa diffusa dal gruppo PD firmata dal capogruppo Francesco Filipponi. Il quale ribadisce a gran voce: «Noi lavoreremo per far modificare la parte del piano del fabbisogno relativa ad istruttori educativi e didattici al fine di dare stabilità ai contratti stipulati temporaneamente ed anche e soprattutto per far aumentare all’amministrazione l’offerta di servizi per la prima infanzia»

La nota prosegue: «Mentre per gli altri settori dell’amministrazione comunale sono previste nuove assunzioni, tutte a tempo indeterminato, per nidi e scuole dell’infanzia comunali saranno assunte solo 6 unità, a tempo parziale e determinato della durata di 9 mesi.  Questo nonostante siano stati svolti negli anni precedenti i concorsi e le relative graduatorie siano ancora valide per entrambe le tipologie di figure, istruttore educativo per i nidi, istruttore didattico per le scuole d’infanzia. Così facendo vengono mortificate le legittime attese di chi ha affrontato e superato le prove di concorso, con l’obiettivo della piena e stabile occupazione, ridotta, invece, ad un contratto part time per soli 9 mesi.

«Ma, soprattutto, le scelte effettuate mettono in chiaro che la qualità dei servizi educativi comunali non è una priorità dell’amministrazione comunale – si legge nella nota – Per un settore strategico per il futuro della città c’è la totale mancanza di un progetto a lungo termine e di rispetto e attenzione per le famiglie e i bambini fruitori dei servizi. L’importanza di servizi per la prima infanzia da zero a sei anni per la vita delle famiglie e per lo sviluppo fisico, sociale e cognitivo dei bambini e delle bambine è noto a tutti e ampiamente riconosciuto dalle famiglie.  È di pochi giorni fa la pubblicazione delle graduatorie per l’accesso ai nidi comunali e il fatto che a fronte di soli 93 posti disponibili dopo le riconferme dei frequentanti siano pervenute 198 richieste, quindi più del doppio, mette in evidenza una esigenza importante da parte delle famiglie.  Esigenza che deve trovare una risposta non solo nella quantità di posti disponibili ma anche nella qualità del servizio offerto. La stabilità delle figure di riferimento, cioè delle educatrici che i bambini incontrano  soprattuto al nido, sono il presupposto per l’elaborazione del distacco dalle figure familiari di riferimento e la costruzione dell’autonomia emotiva così importante per il futuro delle bambine e dei bambini. Quindi la scelta di precarizzare le assunzioni proprio nel settore educativo restituisce ai cittadini l’ordine di priorità che questa amministrazione ha rispetto alle diverse aree dei servizi erogati. I bambini e le bambine sono collocati all’ultimo posto».

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