PERUGIA – Fumata bianca a palazzo del Priori. Elena Ranfa del Partito democratico è la nuova presidente del Consiglio comunale.
L’elezione ha avuto luogo nel corso della seduta di lunedì 22 luglio, dopo un’ulteriore seconda votazione infruttuosa (essendo ancora richiesto il quorum qualificato dei due terzi dei consiglieri assegnati), all’esito della quale Ranfa ha ottenuto nuovamente ottenuto solo 21 voti a favore (8 le schede bianche, 1 voto per il dem Hromis). La consigliera dem è stata eletta presidente in terza votazione (quorum richiesto della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati) con i 21 voti del centrosinistra, mentre i 9 suffragi del centrodestra (assenti giustificati Gianluca Tuteri di Fare Perugia con Romizi-Forza Italia, Clara Pastorelli di Fratelli d’Italia e Leonardo Varasano di Progetto Perugia), sono invece andati a Margherita Scoccia. Successivamente sono stati scelti anche i due vice presidenti. Si tratta di Simone Cenci (Anima Perugia, che rivestirà il ruolo di vicario) per la maggioranza, eletto con 21 voti, e di Edoardo Gentili (Forza Italia) per l’opposizione, eletto con 9 voti.
Prima della votazione, il consigliere anziano Matteo Giambartolomei ha dato la parola alla consigliera Laura Tanci che ha confermato l’appoggio della coalizione progressista a Ranfa: «Riproponiamo il nome di Elena Ranfa – ha dichiarato – perché crediamo che risponda perfettamente anche al profilo richiesto dall’opposizione, essendo una persona che è garanzia e tutela delle istituzioni come ha già dimostrato nelle due precedenti esperienze in Consiglio comunale». Tanci si è detta sorpresa «degli avvenimenti degli ultimi giorni, riferendosi evidentemente al comunicato diffuso dall’opposizione in cui si avanzava l’ipotesi di una candidatura condivisa». Ha proseguito Tanci: «La scorsa settimana, infatti, durante il primo Consiglio a fronte della proposta della maggioranza di eleggere Ranfa alla carica di presidente, i componenti dell’opposizione hanno scelto di non intervenire, non presentando proposte concrete, ma solo utilizzando il voto in forma differente. A ciò è seguita la presentazione, solo tramite comunicato stampa con il clamore mediatico che ne consegue, dei nomi di alcuni consiglieri comunali per la carica di presidente. In relazione a ciò, pertanto auspichiamo che i prossimi confronti avvengano, come d’uopo, in quest’aula, cuore pulsante della democrazia, e non in altre sedi che ricordano un sistema di strumentalizzazione».
Per l’opposizione a intervenire è stata la Margherita Scoccia. L’ex candidata sindaco ha tenuto a precisare che la volontà del centrodestra è di favorire il massimo dialogo tra le parti. L’auspicio, infatti, è che, come argomentato dalla sindaca Ferdinandi, i temi del dialogo, dell’ascolto e della partecipazione siano un punto cardine dei futuri lavori ed una linea distintiva della consiliatura. «Ci auguriamo – ha aggiunto l’ex candidata sindaco – anche che, al di là dell’indicazione di Elena Ranfa su cui non abbiamo nulla da eccepire come persona quanto nel metodo seguito, si possa individuare, come abbiamo proposto tramite una nota stampa, una figura istituzionale di riferimento e di garanzia per tutto il Consiglio comunale. Su questa vicenda, tuttavia, c’è stato riferito dal capogruppo di maggioranza che questa volontà politica non c’era; in ragione di ciò – ha continuato – proseguiremo nell’individuare figure che possano rappresentare una garanzia. Mi auguro che questo percorso di dialogo possa realmente cominciare e che in questa assise così importante Perugia possa esprimere un forte senso di partecipazione alla vita politica della città».
Terzo e ultimo intervento quello del consigliere del Pd Marko Hromis, che ha annunciato il suo voto per Ranfa: «La mia una considerazione personale, un ragionamento politico ed un auspicio. Tutti i cittadini di Perugia, compresi coloro che siedono in Consiglio comunale, sarebbero fieri, orgogliosi e lusingati di vedere accostato il proprio nome alla presidenza dell’assise perché è ruolo di alto prestigio. Se siamo qui è per spirito di servizio, ma anche per ambizione personale. Tuttavia quest’ultima è un valore aggiunto se innestata in un percorso e progetto collettivo, mentre se diventa motivo di strappo è un mezzo che non porta lontano. In questo contesto la proposta della maggioranza di avanzare il nome di Elena Ranfa è frutto di compattezza e coesione di una coalizione, nonché di compromesso, mediazione e sintesi come è normale che sia all’interno dei partiti. Ecco perché voteremo convintamente il nome di Ranfa». Passando al ragionamento politico, Hromis ha posto l’accento «sull’appello alla collaborazione fatto dalla sindaca Ferdinandi la scorsa seduta, una collaborazione su temi cittadini che raccoglieranno l’impegno della giunta, della maggioranza ed anche dell’opposizione. Infine l’auspicio a che l’appello della sindaca diventi punto di rifermento per tutti».
Le prime parole di Ranfa
Dopo l’avvenuta elezione, la presidente Ranfa ha espresso sentimenti di emozione, gioia e forte senso di responsabilità nell’assumere l’incarico. «E’ un onore – ha affermato – presiedere questo consiglio ed ancor di più in questa consiliatura che vede per la prima volta nella storia una sindaca alla guida della città. Sono certa che riusciremo a portare avanti un lavoro continuo, fruttuoso ed un dialogo sempre aperto e trasparente per il bene di tutte e di tutti». Ranfa ha manifestato gratitudine «nei confronti dei colleghi di maggioranza per il sostegno ricevuto, preannunciando l’intenzione di voler lavorare per non deluderli. Un saluto sincero è stato rivolto anche ai consiglieri di opposizione con molti dei quali in passato c’è stato dialogo aperto e la disponibilità a perseguire obiettivi comuni per il bene della città. Sono certa che questo dialogo potrà continuare: io personalmente mi impegnerò ad esprimere quei principi di imparzialità e garanzia che il ruolo del presidente deve avere». Nel ringraziare il suo predecessore, Arcudi, per il lavoro svolto, Ranfa si è detta certa del fatto che tutti i consiglieri «lavoreranno affinché l’assise diventi il luogo centrale di riferimento per tutti i cittadini e le cittadine». In questo contesto Ranfa ha citato una frase di Aldo Capitini, secondo cui «la casa è un mezzo ad ospitare; in tale affermazione è racchiuso il senso profondo del Consiglio comunale inteso come casa di tutti e tutte, un mezzo atto ad ospitare, a dare cittadinanza alle idee, alle istanze ed ai sogni di tutti, in particolare di coloro che fanno più fatica a far sentire la propria voce. Dando questo valore al Consiglio si potrà fare dell’aula il luogo del dialogo, nel confronto tra tutte le differenze che sono ricchezza della comunità».
Vicepresidenti
Per la maggioranza Nicola Paciotti (Pd) ha proposto il nome di Simone Cenci esponente di Anima Perugia. Paciotti ha espresso innanzitutto «un sentimento di orgoglio, essendo chiamato a rappresentare la voce e la volontà di un’intera coalizione, Alleanza per la Vittoria, che ha dimostrato coralità nel suo percorso di campagna elettorale. Ciò avverrà anche valorizzando quell’impegno che è stato assunto coi cittadini, ossia rispettare un nuovo modo di fare politica che dia voce al lascito proveniente dalla gente nella tornata elettorale appena trascorsa. Ciò, in sostanza, consentirà di valorizzare quelle forze che hanno dimostrato il successo di un progetto che ha saputo unire alla capillarità delle forze politiche consolidate l’entusiasmo delle forze civiche che hanno raccolto le potenzialità della città». Nello spiegare le ragioni dell’indicazione di Cenci, Paciotti ha rimarcato che si tratta di una persona volta costantemente al dialogo ed al confronto, come dimostra la sua storia professionale nei contesti dei servizi socio-assistenziali ed educativi.
A nome dell’opposizione è intervenuto Nilo Arcudi (Perugia Civica) che, in avvio, ha augurato «con emozione buon lavoro a sindaca e presidente chiamate ad assumere una responsabilità importante nei confronti della città, perché Perugia viene prima di tutto. Quando si entra in Comune si prova sempre una grande emozione, perché palazzo dei Priori rappresenta la storia della città, una storia di amministratori che hanno costruito lo sviluppo, la crescita, la libertà e la democrazia. Tutti noi abbiamo una grande responsabilità, consapevoli del fatto che le istituzioni e la città vengono prima di tutto, di noi stessi, dei partiti cui apparteniamo e dei percorsi personali». In ragione di ciò, Arcudi ha quindi proposto alla carica di vicepresidente il nome di Edoardo Gentili, consigliere che «ha raccolto nelle recenti elezioni un grande consenso, ma soprattutto persona che esprime l’energia che c’è in città in rappresentanza di una nuova classe dirigente che ha entusiasmo e forza. Ciò difendendo i propri valori, ma mettendo davanti a tutto la città e le istituzioni».
Nell’augurare buon lavoro ai due vice, la presidente Ranfa ha espresso soddisfazione per la nomina di due consiglieri che per la prima volta siedono sugli scranni del Consiglio.


